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Romeo Pascetta Cappetta chimica per manipolazione di sostanze tossiche serie CHEMISAFE HOOD
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Salve,
nonstante tutte le evidenze scientifiche atte a provare la persistente situazione del grave inquinamento chimico dei metalli pesanti, certamente non manca chi ideologicamente o per ignoranza inperritamente continua a raccontare cose che non veritire, immischiando definizioni e situazioni creando solo confusione.
molti, a parte la loro esposizione dei fatti rilevanti in merito alla intossicazione dei metalli presenti, purtroppo alcune affermazioni sono del tutto false e furvianti.
Si è vero che il sistema biologico umano è costituito da metalli e naturali ma affermare che tutti sono necessari non è vero, non è condivisibile, in natura i metalli hanno una loro attività benefica se naturali ma, dire lo stesso per quelli di sintesi no, qualsiasi elemento metallico è e rappresenta una interferenza inquinante per cui è un metallo pesante. Per cui tutti ionizzano gli ossidi e per loro non esiste nessun effetto barriera che li possa fermare, contenere
E ancora più dannoso è l'aggregazione dei due sintetico e naturale dello stesso elemento come potrebbe essere il rame o il ferro.
Questo ci porta a considerare la materia e la costituente in base alle vibrazioni della stessa.
Sono Rosario Muto, esperto in metalli e malattie dipendenti.
www.ttsvgel.it
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Romeo Pascetta Cappetta chimica per manipolazione di sostanze tossiche serie CHEMISAFE HOOD
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Conf. TTSV.GEL 50 ml. (per il trattamento termico)
Pennellino piatto piccolo a setole sintetiche (per l'applicazione del prodotto)
Base ceramica kit-porta supportini (per il trattamento termico)
THERMOZ (cuscinetto quarzo - 12 pz. contray per il trattamento termico senza i supportini)
Conf. 25 pz. Supportini in cera da fondere con la propria lega preziosa per ceramica (per il trattamento termico)
| Incontro formativo "LA SOLUZIONE AL PROBLEMA DEGLI OSSIDI" Padova. 5 Novembre 2010 |
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"L’importanza della scelta dei materiali, diventa necessaria in un mercato in cui è sempre più presente l’importazione di protesi da paesi emergenti che spesso non offrono nessuna garanzia per i pazienti utilizzatori"Sabato 27 Novembre 2010 alle ore 9,30 nella sede dell’Unione Provinciale Artigiani di Padova – P.za De Gasperi, 22, organizzato dalla EBAV, si è tenuto l’incontro informativo su come scegliere una lega nobile e come migliorare le caratteristiche metallografiche che impiegate nella realizzazione di dispositivi medici odontoprotesici, soprattutto in relazione alla BioIntegrazione, all’alto contenuto estetico e in relazione a una maggiore economicità.
I relatori: Rosario Muto Odontotecnico C.T.U. Trib Prato e BioRicercatore autonomo, il Dott. Nicola Della Valle, laureato in scienze Biologiche, esperto di presidi medico chirurgici naturale e biocompatibili in ambito medico e odontoiatrico, hanno evidenziato tutta una serie di immagini di casi reports e concetti in relazione ai comportamenti pericolosi dei materiali e loro reazioni naturali fisico-chimico a contatto invasivo e non, con il corpo umano. Successivamente hanno presentato un protocollo denominato TTSVGEL (trattamento termico di inertizzazione cinetica sotto strato vetroso) capace di migliorare tutte le qualità tecniche, estetiche ma soprattutto di poter offrire all’utente finale un dispositivo sicuro nella tutela della salute come dichiara la direttiva ex 93/42 attuale 2007/37. Purtroppo in questo nuovo scenario della globalizzazione e della aggressiva concorrenza sleale, l’unico affronto è solo l’offerta di una innovazione sotto aspetto della BioQualitàAbstract relazione su elettrogalvanismo. •Le leghe che vengono usate in odontoiatria, anche se controllate per purezza e tollerabilità, in seguito a lavorazione non corretta e soprattutto se si tratta di leghe dette “vili”, possono innescare ossidazione con produzione più o meno marcata di ioni e dare l’avvio a patologie orali o a sintomatologie- all’inizio dette funzionali- ed in seguito tramutarsi in vere e proprie patologie degenerative o addirittura concorrere a deficit od alterazioni immunitarie.A causa della saliva, la presenza di altri inquinanti ambientali e non, una alimentazione non perfettamente adatta, una lavorazione male eseguita in laboratorio anche con riutilizzo massivo di vecchia lega anche se di ottima qualità- per questi ed altri motivi- si modifica e da reticolo cristallino regolare si passa ad una forma instabile con elettroni liberi ed elevato potenziale elettrochimico, con formazione di ossidi che diffonderanno continuamente nell’organismo. Purtroppo, a fine del processo produttivo, qualsiasi oggetto al 99% è inquinato: vuoi per lo stesso passaggio di stato (solido-liquido-solido), vuoi per i materiali stessi utilizzati in tutto il ciclo produttivo, dalla cera al rivestimento, al crogiolo, alle sostanze per la fusione stessa, l’interazione atmosferica, gas, sistemi e materiale di rifinitura, acidi, sabbiature, gli stessi contenuti nel cassetto, l’errato trattamento termico detto di ossidazione, senza dimenticare che alcuni componenti sono loro stessi ritenuti inquinanti.Il corso ha lo scopo di analizzare l’aspetto e il comportamento chimico dei materiali in ambito odontoprotesico, l’imprudenza e/o la tranquillità nel rispetto della propria responsabilità Professionale, di acquisire valore aggiunto intrinseco e nei riguardi della Salute del Consumatore, nonché quello di analizzare un protocollo ed una sostanza che applicata su oggetti metallici in lega soltanto a base nobile e/o aurea durante il percorso di realizzo, muta quella presenza elettrodinamica in una forma statica; questa sistematica non solo inibisce la classica attività elettrogalvanica con la conseguente dissociazione ionica dei metalli verso i tessuti e i liquidi etc. ma, avvalora in modo eccezionale le caratteristiche tecniche qualitative, estetiche e biologiche.Obiettivi didattico/formativi La presenza di leghe preziose nelle protesi odontoiatriche può comportare l’insorgenza di problemi legati alla composizione delle stesse leghe utilizzate. Vengono fornite cognizioni tecniche e metodologie per consentire, durante la fabbricazione del manufatto protesico, di ovviare successivamente a questi eventuali problemi, mediante trattamenti operati sulle leghe in questione.Si ringrazia la per l’organizzazione la Dott.ssa Valentina Giglio e Il Presidente del Sistema di categoria Odontotecnici F.to Andrea Meneghini |
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Articolo pubblicato sulla rivista -I.A.P.N.O.R.-novembre 2010 pag. 43-48 edizioni
FUTURA
Autore: Luigi Patricelli
Tutte le leghe usate in campo odontoiatrico, nonostante siano controllate per
purezza e tollerabilità, in seguito a lavorazioni non corrette, ma sopratutto se si
tratta di leghe "VILI" possono innescare ossidazione con produzione più o meno
marcata di ioni. Questi veicolati dalla saliva penetrano all'interno della parete
cellulare, depositandosi nei tessuti. Ciò può dare l'avvio a patologie orali o a
sintomatologie che all'inizio sono dette funzionali, ma che successivamente possono
tramutarsi in vere e proprie patologie degenerative o addirittura concorrere a deficit
o alterazioni immunitarie.
Negli ultimi anni sono considerevolmente aumentati i casi di intolleranze e di
allergie, dovute all’inquinamento , al contatto con sostanze “tossiche”e
all’ingestione di alimenti allergizzanti. Sostanze contenute nell’aria che respiriamo (
fumi di scarico industriali con polveri inferiori a PM10), negli alimenti (uso smodato e
senza controllo di pesticidi e coltivazioni su terreni contaminati), nell’acqua
(contaminazione delle falde acquifere ) e tanti materiali utilizzati nei diversi settori
professionali (materiali di uso edilizio ottenuti con il riutilizzo degli scarichi di
inceneritori e termovalorizzatori) con i quali nostro mal grado veniamo in contatto
continuamente. Quindi molto spesso ci si rivolge al medico con svariate patologie, e
si affrontano cicli terapeutici che non sempre danno risultati positivi. Siamo avvolti
da una nuvola invisibile che crea nel tempo danni al nostro organismo. Purtroppo
anche nel settore medico, e soprattutto nel campo protesico, dove si sono avuti
notevoli progressi nella progettazione e nella costruzione di protesi atte a
ripristinare anche in maniera ottimale funzioni di parti del corpo che per motivi
patologici o traumatici risultano impossibilitati ad assolvere naturalmente il proprio
compito, vengono usati materiali non sempre totalmente biocompatibili. Nel settore
odontoiatrico che ci interessa particolarmente, per la costruzione di protesi dentarie
vengono prevalentemente usati materiali come: resine, leghe metalliche e
ceramiche. Sono proprio le leghe metalliche ad uso odontoiatrico ad essere al centro
della nostra riflessione. Esse sono messe a punto da aziende specializzate ,
concepite per non nuocere all’organismo, ma nonostante queste siano di ottima
qualità, non sempre ciò corrisponde al vero, anche perchè le leghe che vengono
fornite dalle aziende necessarie a produrre dispositivi protesici su misura vengono
sottoposte a processi di trasformazione che ne modificano le caratteristiche. Quasi
tutte le leghe di uso odontoiatrico hanno come costituente principale l’oro a cui
vengono aggiunti altri elementi metallici come il palladio, l’indio, l’iridio, il gallio,
l’argento, il rame, lo zinco ecc . Tali leghe vengono sottoposte a processi di
lavorazione tra cui la fusione. Durante questo passaggio di stato i metalli costituenti
la lega producono sia in profondità che in superficie ossidi che a contatto con i
tessuti molli e la saliva liberano ioni metallici che possono essere tossici sia a livello
locale che sistemico.
– La tossicità locale può manifestarsi con: alterazioni del gusto, tatuaggi gengivali,
stomatiti, afte, sanguinamento gengivale, parodontiti croniche, eccessiva
produzione di placca dovuta a 41 tipi di batteri “alcuni dei quali responsabili
di malattie cardiache e trovati talvolta anche in sede di infarto miocardico”.
– La tossicità sistemica può manifestarsi con allergie , disturbi gastrointestinali,
neurologici, oftalmici, riniti, faringiti, acufeni ecc.
Ma in realtà cos’è che rende queste leghe instabili?
Rispolveriamo qualche libro di metallurgia.
All’interno di un cristallo di un elemento metallico vi sono un certo numero
di ioni a carica positiva, disposti secondo un regolare reticolo e circondati da
un certo numero di elettroni a carica negativa liberi di muoversi in tutto il
reticolo cristallino. Quando lavoriamo queste leghe ma soprattutto quando le
sottoponiamo al passaggio di stato solido-liquido-solido che ci permette di ottenere
in metallo ciò che si è realizzato in cera, somministriamo temperatura sufficiente
ad arrivare al punto di fusione. In fase di riscaldamento gli atomi subiscono una
eccitazione conseguenza dell’alterazione del reticolo cristallino rilasciando elettroni
liberi, quindi la lega subisce una agitazione magnetica e presenta un potenziale
elettrochimico elevato che la rende instabile, favorendo la formazione di ossidi.
Con il successivo raffreddamento questa instabilità si conserva, si formano radicali
liberi e nel tempo la lega continuerà ad ossidarsi. Gli ossidi reagiscono con il
potenziale elettrico che il nostro organismo naturalmente possiede e possono dare
origine a fenomeni di intolleranze che si manifestano con le patologie elencate
sopra. Secondo alcune recenti ricerche universitarie,effettuate mediante la
misurazione del potenziale elettrochimico che si genera tra metallo e tessuto
parodontale , è stato dimostrato che il flusso di ioni genera una differenza di
potenziale che oscilla tra i 20 e i 360 microampere. Se consideriamo che anche 6
microampere sono da ritenersi patologici, Il nocciolo della questione è : è possibile
far sì che la lega rimanga stabile nel tempo in modo da non causare danni?
FAQ
Salve,
nonstante tutte le evidenze scientifiche atte a provare la persistente situazione del grave inquinamento chimico dei metalli pesanti, certamente non manca chi ideologicamente o per ignoranza inperritamente continua a raccontare cose che non veritire, immischiando definizioni e situazioni creando solo confusione.
molti, a parte la loro esposizione dei fatti rilevanti in merito alla intossicazione dei metalli presenti, purtroppo alcune affermazioni sono del tutto false e furvianti.
Si è vero che il sistema biologico umano è costituito da metalli e naturali ma affermare che tutti sono necessari non è vero, non è condivisibile, in natura i metalli hanno una loro attività benefica se naturali ma, dire lo stesso per quelli di sintesi no, qualsiasi elemento metallico è e rappresenta una interferenza inquinante per cui è un metallo pesante. Per cui tutti ionizzano gli ossidi e per loro non esiste nessun effetto barriera che li possa fermare, contenere
E ancora più dannoso è l'aggregazione dei due sintetico e naturale dello stesso elemento come potrebbe essere il rame o il ferro.
Questo ci porta a considerare la materia e la costituente in base alle vibrazioni della stessa.
Sono Rosario Muto, esperto in metalli e malattie dipendenti.
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Mentre la chimica è la scienza infinita che studia i fenomeni della materia, le loro trasformazioni permanenti, la biochimica, scienza dei fenomeni biologici, ne studia il rapporto e la loro convivenza.
Certo è che, fin dal lontano passato a oggi la ricerca ha sempre stimolato chi studia e sviluppa il nuovo, purtroppo però gli interessi di alcuni hanno sempre ostacolato e nascosto quei fenomeni negativi riguardo materiali o sostanze che non rispettano la biocompatibilità.
In questa pagina sono pubblicate relazioni a fronte di ricerche internazionali rivolte a situazioni e patologie dipendenti dall'uso di materiali come in questo caso i metalli o meglio dire le leghe metalliche per la realizzazione di: Dispositivi Medici - Chirurgici e tutti gli oggetti a noi cari come gioielleria ecc.
Il lungo elenco bibliografico mette in evidenza l'importanza del grave problema sentito a livello internazionale in particolar modo nel settore professionale.
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Il libro è di 1200 pagine e redatto in due volumi a colori formato A4 formato elettronico, dove è possibile scaricarlo, è pieno di documenti inediti comprovanti tutta la vera scienza sui metalli pesanti e non quella dove quella convenzionale e la pubblicità sono legate al solo fattore di divulgare aspetti legati al solo scopo di lucro.
Qui il libro "Malati di Metalli" è in forma gratuita elettronico, basta iscriversi e mandare ............
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Il libro è di 1200 pagine e redatto in due volumi a colori formato A4, è pieno di documenti inediti comprovanti tutta la vera scienza e non quella dove la convenzionale e la pubblicità è legata al solo fattore di divulgare aspetti legati al solo scopo di lucro.
Attualmente il libro è in concessione in formato elettronico, basta iscriversi e mandare un'email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
