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Nella problematica quotidiana l’Odontoiatra si trova davanti a patologie del cavo orale che spesso dipendono da una scorretta protesizzazione dovuta a un progetto errato o da materiali impiegati.

Sono di comune riscontro fenomeni parodontali e paraprotesici quali flogosi del margine, distacco della giunzione epiteliale, approfondimento del solco con formazione di tasche e retrazione ossea ma anche semplici tatuaggi che sono legati alle caratteristiche del metallo usato.

Le ricerche rivolte alla scoperta dell’Eziologia di queste lesioni ci hanno portato a considerare l’importanza di un potenziale elettrochimico causa del rilascio di ioni metallici dai manufatti protesici costruiti con leghe preziose che presentano ossidi nel loro contesto derivati dai tradizionali processi di lavorazione. Stimolati da questi problemi e supportati da ricerche scientifiche di settore, è stato realizzato un prodotto che utilizzato secondo uno specifico protocollo, durante le fasi di lavorazione di un manufatto protesico in lega preziosa, elimina la presenza degli ossidi responsabili del rilascio di ioni. Gli ossidi sono il presupposto per i fenomeni di corrosione mediante il rilascio di ioni potenzialmente tossici e di fenomeni elettrogalvanici responsabili di elettrocorrosione.

Da questa premessa possiamo quindi comprendere come la presenza degli ossidi sia sulla superficie metallica delle leghe ma anche nel loro interno, sia responsabile di microfessurazioni del reticolo cristallino dove i processi di corrosione possono attivarsi anche in profondità rendendo quindi la lega un supporto microporoso in grado di favorire la formazione di placca batterica responsabile della riduzione dei valori di PH favorendo così i processi di corrosione mediante gli ossidi presenti nel metallo