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Indice articoli

 

AMALGAMA E SCLEROSI MULTIPLA

 

 

Già nel 1966 Baasch si chiedeva su una rivista specializzata: "È la sclerosi multipla una allergia al mercurio?" Egli presentò tre casi di persone che, essendo state esposte al mercurio, avevano sviluppato la sclerosi multipla e dimostrò che tale ipotesi era consistente con tutte le altre conoscenze e statistiche che si avevano sulla malattia.

 

Nel 1986 Ingalls esaminò una epidemia di 40 casi di sclerosi multipla (SM) in una cittadina della Florida e fece rilevare che una elevata incidenza di SM veniva sempre riscontrata insieme a un alto indice di esposizione a veleni ambientali.

 

Mauch (1996) ha dimostrato che un gruppo di 67 pazienti con SM aveva un livello di mercurio nel sangue tre volte superiore al gruppo di controllo di 62 individui sani.

 

Una rassegna dei casi di sclerosi multipla trattati con rimozione terapeutica di otturazioni dentali di amalgama (Hansson 1991, Larose 1990, Lichtenberg 1993, Zamm 1990, Siblerud 1990) è stata pubblicata sulla rivista Heavy Metal Bulletin, marzo 1993, vol.9, n.2, pag. 7-8. Su 113 casi di sclerosi multipla, il 76% (cioè 86 pazienti) erano guariti o migliorati a seguito della rimozione protetta di amalgama dentale.

 

La dottoressa Brune, guarita da SM a seguito della rimozione delle proprie otturazioni dentali di amalgama, ha scritto un libro sulla sua storia: "Nel novembre 1990 il contenuto di mercurio nel fluido spinale era di 1.6 mcg / litro. Nel maggio 1993, due anni dopo la rimozione di tutte le mie amalgame, ero scesa da 1.6 a 0.5 mcg / litro. 0.13 mcg nel maggio 1995".

 

Il Prof. Dr Klinghardt (Vancouver Apitherapy Conference, 1998) ha affermato che nella sua pratica clinica il 30% dei casi di SM vengono guariti con la rimozione delle otturazioni di mercurio.

 

Il tossicologo tedesco Daunderer, ha trattato con la rimozione terapeutica dell'amalgama 20.000 pazienti con patologie croniche di vario tipo. Secondo Daunderer, il dente con amalgama vecchia di parecchi anni è, da un punto di vista tossicologico, da estrarre perché tutto il mercurio si è già depositato alla radice. Secondo i dati da lui raccolti, nel gruppo di pazienti con sclerosi multipla la percentuale di guarigione completa era dell'86%, se i denti trattati con amalgama erano estratti; la percentuale di guarigione scendeva al 16% in un gruppo di pazienti con SM cui veniva lasciato il dente e rimossa l'amalgama con trapano.

 

Demielinizzazione pre- e post- rimozione di amalgama – Uno studio effettuato da Huggins nel 1998 ha dimostrato una spettacolare riduzione delle alterazioni nella struttura terziaria delle proteine del fluido spinale due giorni dopo la rimozione di amalgame dentali in pazienti con sclerosi multipla. Attraverso l'analisi delle bande elettroforetiche sono state evidenziate riduzioni di ceruloplasmina, transferrina, catene leggere e pesanti di IgG, Apo E, transtiretina ed altre proteine nel fluido cerebrospinale. Conclusioni di Huggins: poiché il mercurio si lega così avidamente ai tessuti del sistema nervoso centrale e notoriamente induce processi autoimmunitari, l'esposizione cronica può essere sospettata nella eziologia di una parte dei casi di sclerosi multipla.

 

Normalizzazione dei linfociti dopo la rimozione di amalgama – Siblerud (1990) oltre a dimostrare che i pazienti con SM cui venivano rimosse in modo protetto le amalgame avevano un miglioramento della malattia statisticamente significativo, monitorò i livelli di globuli rossi, emoglobina ed ematocrito nel sangue, mostrando che dopo la rimozione di amalgame si aveva una loro normalizzazione nei pazienti con SM. Anche i livelli di tirossina, linfociti totali e cellule T-8 (CD8) aumentavano significativamente a seguito della rimozione di amalgame nei pazienti con SM.

 

I linfociti di tipo T rappresentano le difese del nostro organismo. In particolare un rapporto alterato dei linfociti T4 / T8 è indice di patologia autoimmunitaria.

 

 

Ecco le analisi sui linfociti T di un paziente prima e dopo la rimozione di denti con amalgama:

(tratto da Defense Against Mercury Syndromes, DAMS, 1994)

11 luglio 1985

 

T-11 40%

T-4 15%

T-8 13%

B-1 9%

17 luglio 1985

 

78%

56%

26%

18%

 

 

Il mercurio è un veleno con un'azione nettamente neurotossica. L'esposizione cronica a basse dosi di mercurio provoca ipersensibilizzazione dell'organismo al metallo e malattie autoimmunitarie (Djerassi 1969, McKeever 1991).

 

Neurotossicità del mercurio rilasciato da otturazioni dentali di amalgama – Le otturazioni di amalgama contengono approssimativamente il 50% di mercurio in una lega con rame, stagno, argento e zinco. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che il rilascio di vapori di mercurio dalle otturazioni di amalgama è di entità tale che costituiscono la maggiore fonte di esposizione umana al mercurio. I vapori di mercurio inalati passano rapidamente nel sangue attraverso le membrane alveolari dei polmoni. Nel sangue il mercurio, nella forma di Hg0, resta in circolo per circa 4-5 minuti, prima di passare preferenzialmente nei tessuti nervosi e nel cervello. Infatti il mercurio, essendo lipido-solubile, attraversa con facilità la membrana sanguigna nel cervello ed una volta penetrato nei tessuti è ossidato a ione divalente Hg2+. Poiché la forma ionica non può uscire fuori dopo questa trasformazione, il mercurio gradualmente si accumula nel cervello. In studi di autopsie umane è stata trovata una netta correlazione tra il numero di otturazioni dentali di amalgama e la concentrazione di mercurio nella corteccia occipitale e nell'intero cervello. È stato dimostrato che il mercurio si accumula in quantità particolarmente elevate alla radice del ganglio dorsale (rilevante nella sclerosi multipla), più che in altre aree del sistema nervoso (Schionning 1991).

 

Il mercurio si distribuisce non uniformemente nel cervello e nel fluido spinale, la concentrazione maggiore si raggiunge nei nuclei motori del romboencefalo. Una quantità di mercurio inaspettatamente elevata si ritrova nei neuroni motori che innervano i muscoli scheletali. Gli accumuli maggiori di mercurio nel sistema nervoso centrale (SNC), almeno negli studi su animali, sono riscontrati in quelle regioni motorie primarie del tronco encefalico e del cervelletto (Moller-Madsen 1986). Questi siti di accumulo di mercurio nel SNC supportano un possibile legame tra mercurio e SM, per la prevalenza della sintomatologia motoria piuttosto che sensoria nei casi avanzati di sclerosi multipla. La forte predilezione del mercurio ad accumularsi nelle cellule neurogliali supporta questa tesi. Patologicamente, la SM è caratterizzata dalla crescita eccessiva di queste stesse cellule neurogliali (gliosi).

Il mercurio è noto per la sua abilità di accumularsi nelle cellule neurogliali e per la forte avidità nel legarsi alle proteine all'interno delle cellule. Il mercurio, che ha forte affinità per il legame a base di zolfo, ha inoltre il potenziale di attaccare i legami di questo tipo presenti nelle proteine della mielina. Questi siti includono gruppi sulfidrili, ponti disolfidrici, lipoproteine, glicoproteine e residui di metà cisteina (Ganser 1985). Tale affinità del mercurio sia per le lipoproteine del sistema nervoso centrale che per i residui di mezze cisteine nel sistema periferico centrale è di particolare interesse, poiché la conseguente azione tossica è stata relazionata a molti dei tipici sintomi osservati nella sclerosi multipla.

 

 

 

 

LISTA DELLE FONTI BIBLIOGRAFICHE

 

1. Arvidson B, "Accumulo di mercurio nel tronco encefalico di topi a seguito di trasporto retrogrado axonal", Acta Neurol Scand 1990; 82:234-237

 

2. Baasch E, "Considerazioni teoriche sull'eziologia della sclerosi multipla. È la sclerosi multipla un'allergia al mercurio?", Schweiz Arch Neurol Neurochir Psichiatr, 1966; 98:1-19

 

3. Craelius W, "Epidemiologia comparativa della sclerosi multipla e delle carie dentali", J. Epidemiol Community Health 1978; 32:155-165

 

4. Clarkson T, "Tossicità da metalli nel sistema nervoso centrale", Environ Health Perspectives 1987; 75:59-64

 

5. Clausen J, "Mercurio e sclerosi multipla", Acta Neurol Scand, 1993; 87:461-464

 

6. Danscher G, Horsted-Bindslev P, Rungby J, "Tracce di mercurio negli organi di scimmie con otturazioni di amalgama", Exp Mol Pathol 1990; 52:291-299

 

7. Daunderer M, "Verschlechterung der Multiple Sklerose und des Morbus Alzheimer durch Umweltgifte"; Forum Prakt Allgen Artz 30(2):44-66, 1991

 

8. Ganser A, Kirschner D, "L'interazione dei mercuriali con la mielina: confronto degli effetti in vitro e in vivo", Neurotoxicology 1985; 6:63-77

 

9. Huggins HA, Levy TE, "Cambiamenti delle proteine nel fluido cerebrospinale in casi di sclerosi multipla dopo rimozione da amalgama dentale", Alternative Medicine Review, vol. 3, N.4, pp295-300, Aug 1998

 

10. Ingalls T, "Epidemiologia, eziologia e prevenzione della sclerosi multipla - ipotesi e fatti", Am J Forensic Med Pathol 1983; 4:55-61

 

11. Ingalls T, "Raggruppamenti endemici di casi di sclerosi multipla nel tempo e nello spazio", 1934-1984. Conferma di un'ipotesi", Am J. Forensic Med Pathol 1986; 7:3-8

 

12. Kasarskis EJ, Ehmann WD, Markesbery WR, "Metalli in traccia nelle malattie umane neurodegenerative", Prog Clin Biol Res 1993; 380:299-310

 

13. Klinghardt D, Proceedings of the Pacific Northwest Apitherapy conference, Simon Fraser University, Vancouver, Colunbia, June 12-14, 1998

 

14. Le Quesne PM, "Malattie del sistema nervoso indotte da metalli", Br J Hosp Med, nov 1982; 28(5):534-8

 

15. Le Quesne PM, Damluji SF, Rustam H, "Studi elettrofisiologici dei nervi periferici in pazienti con intossicazione al mercurio organico", J Neurol Neurosurg Psychiatry, marzo 1974; 37(3):333-9

 

16. Mckeever P, Davenport R, Shakui P, "Modalità di manifestazione di antigeni delle cellule umane del glioma", Crit Rev Neurobiol 1991; 6:119-147

 

17.. Moller-Madsen B, Danscher G, "Localizzazione di mercurio nel SNC di topi", Environ Res 1986; 41:29-43

 

18. Shapiro IM, Cornblath DR, Summner AJ, "Funzioni neurofisiologiche e neuropsicologiche in dentisti esposti al mercurio", Lancet 1982; 22:1147-1150

 

19. Siblerud R, Kienholz E, "Evidenza che il mercurio dalle otturazioni dentali di amalgama possa essere un fattore eziologio nella sclerosi multipla", Sci Total Envirom 1994; 142:191-205

 

20. Siblerud R, "Confronto della salute mentale dei pazienti con sclerosi multipla portatori di amalgame dentali e quelli in cui questi e otturazioni sono state rimosse", Psychol Rep 1992; 70:1139-1151

 

21. Schionning J, Poulsen E, Moller-Madsen B, Danscher G, "Localizzazione ultrastrutturale del mercurio nella radice dorsale di gangli in topi dopo esposizione a vapori di mercurio", Prog Histochem Cytochem 1991, 23: 249-255

 

 

Monografia H