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La cancerogenicità della polvere di cromo cobalto per il laser melting in campo dentale

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Con le stampanti 3d è possibile oggi realizzare protesi tramite polvere sottile di metallo, cromo cobalto. Tale polvere è cancerogena.

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Una lettera che riconosce la mia competenza impeccabile nel campo dei metalli in ambito protesico dentale.

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Una lettera che riconosce la mia competenza impeccabile nel campo dei metalli in ambito protesico dentale.

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Oggetto: esposto querela per mancato controllo dei vari organi di controllo: ISPESL, ISS, INAIL, ANTITRUST , ISTITUTO DEI DIRITTI DEL MALATO in campo dentale per i materiali tossici utilizzati senza alcunché comunicazione trasparente dei contenuti e degli

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Oggetto: esposto querela per mancato controllo dei vari organi di controllo:
ISPESL, ISS, INAIL, ANTITRUST , ISTITUTO DEI DIRITTI DEL MALATO in campo dentale per i materiali tossici utilizzati senza alcunché comunicazione trasparente dei contenuti e degli effetti collaterali e dei rischi occulti a danno della salute.

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Allarme nel settore odontoprotesico. Un nuovo modo di concezione per la costruzione di manufatti in lega nobile o titanio o ancora cromo cobalto, "Il laser melting".

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Allarme nel settore odontoprotesico Un nuovo modo di concezione per la costruzione di manufatti in lega nobile o titanio o ancora cromo cobalto, "Il laser melting". Il laser melting è una procedura di elettrodeposizione di particelle di elementi metallici per cui la loro sovrapposizione programmata permette di ottenere un oggetto precedentemente costruito virtualmente. Questa procedura è ancor più tossica rispetto a una fusione a cera persa di normale e consueto metodo di lavoro. Questa procedura non ha nessun tipo di certificazione e nessun tipo di indagine clinica citotossica, è tossica e non biocompatibile. L'unica considerazione per questa procedura è solo il fatto che l'odontotecnico non applica più una parte del protocollo costruttivo del manufatto, perchè questa produzione di laser melting costa poco, ma soprattutto perchè si scarica di determinate responsabilità per il fatto che ( l'odontotecnico) è incapace di gestire la parte più importante del suo lavoro, cioè quella della fusione a cera persa...; In questo momento il laser melting è adottato anche in campo implantare per la realizzazione di dispositivi complessi riabilitativi per chi non ha ottimi risultati con la classica implantologia a vite. Questo sistema si chiama risoluzione implantare delle atrofie maxillo-mandibolari, cioè griglie sotto periostale. Questo metodo è un intervento clinico molto invasivo ma anche molto pericoloso, direi molto tossico pericoloso in quanto ancor più di prima accentua il classico processo elettrogalvanico e conseguenti patologie di origini immunitarie. Al momento sul mercato esistono tantissimi materiali non certificati o falsi certificati ma, questo metodo del laser melting essendo un metodo di lavoro e non un materiale, non può essere certificato col fatto che la responsabilità di certificazione viene gestita direttamente dal singolo laboratorio che sia grande o piccola realtà, quindi lascia il tempo che trova nelle procedure di ricerca e validazioni clinica citotossica di biocompatibilità. A questo punto non posso fare alltro che mettere in evidenza l'ennesimo menefreghismo condiviso di malasanità comune a chi opera con scienza e coscienza. Rosario Muto

Metalli pesanti nei malati di tumore. La ricerca sperimentale del dott. Petrosino

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Metalli pesanti nei malati di tumore.

La ricerca sperimentale del dott. Petrosino Il dottor Vincenzo Petrosino è un medico ricercatore specialista in chirurgia oncologica di origine salernitana che lo scorso 27 maggio ha presentato uno studio inedito e sperimentale in occasione del 103° Congresso SIO tenutosi a Roma in collaborazione con i colleghi della Università di Napoli. In questa occasione è stata presentata la prima parte del lavoro focalizzata sulla presenza e dosaggio dei metalli pesanti e policlorobifenili nel sangue e nei capelli di pazienti ammalati di alcune particolari patologie (tumori testa collo) e residenti da diversi anni nelle aree con riconosciuta criticità ambientali, aree cosiddette a rischio della Campania e Basilicata.

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