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Il prezzo del piercing

In ogni epoca sembra che i teenager abbiano l'esigenza di esprimere la loro ribellione e il loro atteggiamento anti-establishment. A volte lo fanno con i vestiti che indossano, altre volte con il colore di cui si tingono i capelli, e più di recente per mezzo della 'body art' come per esempio tatuaggi e piercing. Quest'ultima moda solleva questioni sociali, mediche e dentali, fra cui ultimi i possibili danni e traumi ai sensibili tessuti orali. Un recente articolo apparso su una rivista ha evidenziato alcuni di questi problemi, specialmente in relazione al piercing sulla lingua e gli 'anelli labiali'. 

Gli autori presentano il caso di un giovane sedicenne che portava un anello labiale leggermente decentrato, a circa 10mm dal bordo roseo del labbro inferiore e, all'interno della bocca, un barbell nella ligua. Non sorprende che la combinazione di questi due dispositivi stesse provocando una recessione gengivale sia dalla parte labiale che da quella buccale dei due incisivi mandibolari centrali (denti 31 e 41 ). 

Placca dentaria, sanguinamento all'esplorazione e infiammazione erano presenti intorno ad entrambi i denti interessati, ma il paziente non si era lamentato di alcun tipo di dolore o di disagio. Informato del danno traumatico che ne conseguiva per la sua cavità orale, e consigliato di rimuovere i dispositivi, il paziente ha rifiutato di farlo, come succede spesso in circostanze di questo tipo. Sollevando questioni etiche di consenso al trattamento ritenuto opportuno nell'interesse del paziente, i piercing comportano anche questioni come le procedure di controllo contro la diffusione delle infezioni impiegate da chi pratica il piercing, nonché altre questioni di salute generale. Cosa deve fare quindi un medico quando si trova di fronte ad una situazione di questo tipo? L'unico trattamento possibile è annotare accuratamente i reperti clinici, il consiglio dato al paziente e la sua decisione, e controllare la situazione nelle visite successive. Visto il continuo aumento della pratica della body art, è inevitabile che le conseguenze a lungo termine di questa pratica si vedano presto in molti studi dentistici.

 

Bibliografia

1. Dilbart S, et al. Oral piercing and gingival recession ; A review of the literature and a case report. Quintessence

int 2002 33: 110-112

 

Fonte: Edentora

 

agesta1

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Le leghe metalliche attualmente utilizzate per le protesi dentarie sarebbero tossiche per l’organismo umano e l’unico modo per evitare questo problema sarebbe quello di realizzare protesi con leghe metalliche rese veramente “bioinerti”.

Questa è il tema fondamentale della battaglia che Rosario Muto -odontotecnico di origini napoletane e residente a Prato  dove ha il suo laboratorio- sta portando avanti da anni.

Questo è anche il “cuore” del suo libro, Malati di metalli, pubblicato nel dicembre del 2014.

Il libro è composto da più di 1200 pagine, nelle quali Rosario condivide, con chi vorrà leggerlo, una grandissima quantità di materiali e argomentazioni a sostegno della sua tesi.

Questo libro è il frutto di un percorso –che dura da anni- di ricerche, studi, sperimentazioni. Percorso che lo ha portato anche all’ideazionee  concretizzazione di una tecnica, successivamente brevettata.

Il campo di riferimento non è quello delle amalgame e della ricostruzione dentaria, sul quale comunque esistono non poche controversie; ma quello dell’ortodonzia e dell’implantologia. Fondamentalmente si ha a che fare con interventi protesici; impiannti dentali inseriti nell’osso della mandibola o della mascella o sopra, capsule, corone, ponti, ecc.

La questione su cui verte la ricerca, le applicazioni e il libro di Rosario Muto è, quindi, quella relativa al materiale con il quale vengono creati questi supporti protesici (ponti, corone, capsule, ecc.).

Questi materiali sono delle leghe metalliche. Le protesi dentarie fatti con tali leghe sarebbero, come dicevamo, dannose per l’essere umano, specialmente nel caso di leghe composte da metalli “vili” (nichel, rame, titanio, cobalto). Queste leghe metalliche non sarebbero dannosi di per sé, ma lo diverrebbero nel momento in cui la protesi viene impiantata nella bocca della persona. A quel punto, l’ossigeno presente in tutta la materia e quindi anche in quelle leghe, darebbe il via ad una forma di “scomposizione” che, nei fatti, metterebbe in giro sostanze tossiche.

Questo però potrebbe essere evitato. Eliminando l’ossigeno da questi metalli. Tale operazione, però, non è fattibile con tutti i metalli; ma solo con i metalli nobili (oro, argento, platino, palladio).

Quindi, la soluzione che porta avanti Rosario è la formazione di protesi dentarie con leghe composte da metalli nobili; leghe a cui verrebbe –con specifiche procedure- tolto l’ossigeno. A questo punto vi sarebbero delle protesi davvero “biocompatibili” e “bioinerti”.

Questo è un tipo argomento dove spesso si scatenano violente polemiche tra gli addetti ai lavori. Personalmente, però, io credo che, comunque la si pensi, valga la pena provare ad approfondire gli argomenti di una persona che per tale battaglia si sta impegnando intensamente da anni, e a tale battaglia sta dedicando la sua vita. Anche perché si tratta di qualcosa –le protesi dentarie- che coinvolgono una fetta non piccola della popolazione mondiale.

Vi lascio all’intervista che ho fatto a Rosario Muto

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-Rosario, dove sei nato e dove vivi?

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Protesi dentarie naturali e sicure grazie alla genialità di un odontotecnico italiano

Submitted by goodnews on aprile 16, 2010 – 2:04 pmNo Comment

Addio ossidi per protesi e piercing. Grazie alla scoperta di un pratese. Addio ossidi, imputati di patologie fastidiose e tossiche nelle bocche con protesi degli italiani. E addio anche alle allergie provocate da orecchini, piercing e monili. La scoperta di un prodotto, che stabilizza le leghe di metalli preziosi e riduce in modo marcato l'affiorare dei pericolosi ossidi, si deve a un odontotecnico pratese, Rosario Muto, 41 anni, Un risultato raggiunto dopo sette anni di studi in laboratori italiani ed europei. Si chiama TTSV.Gel, cioè Trattamento Termico sotto Strato Vetroso: è questo il prodotto brevettato dall'odontotecnico pratese, che gode già di un contratto di distribuzione nazionale e, da pochissimi giorni, di un contratto di distruzione internazionale per 80 Paesi, dall'Australia, al Canada, dall'India ai paesi del vecchio Continente. Così il TTSV.Gel, con una sua scheda di sicurezza, si annuncia come una rivoluzione nella lavorazione dei metalli. «Si fa un gran parlare della pericolosità degli ossidi e dei radicali liberi» – dice Rosario Muto – È un problema reale soprattutto per le leghe metalliche usate per la costruzione delle protesi dentarie dove c'è necessità di leghe preziose e per gli oggetti di oreficeria. E gli effetti nel cavo orale, dalle allergie alle lesioni tumorali sono ormai note, anche su dichiarazioni espresse dal CNR». Una scoperta che Muto ha provveduto a far conoscere anche al Ministero della Sanità, ma come racconta lui stesso, senza avere risposta. «Il gel è da anni

sul mercato – aggiunge ancora Muto – purtroppo ho incontrato ostruzionismo, anche se è un prodotto che guarda alla salute dei pazienti». Sara Bessi ~ "Gli interessi internazionali e la Salute Pubblica" Sono innumerevoli e spesso noti solo agli specialisti i canali scelti dagli Stati Uniti per coniugare nuove sfide tecnologiche, nuove economie e nuove forme di colonizzazione. Sebbene siano in parte di dominio pubblico gli effetti dell'invasione dei prodotti alimentari geneticamente manipolati, restano ignoti i danni – gravissimi – portati dal monopolio Usa su altri generi, ugualmente importanti per la nostra salute. Tra questi c'è sicuramente il titanio, utilizzato per la formazione delle leghe metalliche, utili per fare protesi, gioielli ed altro. Peccato però che nonostante il titanio formi delle leghe di bassa qualità, altamente ossidanti e non garantisca quindi la perfetta biocompatibilità, i costi bassi e l'imposizione sul mercato da parte Usa costringa praticamente tutti, gli odontotecnici o i laboratori orafi, ad utilizzarlo, scartando quello Russo risultato radioattivo. Potrà servire a qualcosa la battaglia che sta conducendo un odontotecnico pratese, praticamente da solo, per eliminare i danni causati dall'ossidazione dei metalli? "Se la mia scoperta diventerà direttiva del Ministero della Sanità avremo eliminato per sempre il problema degli ossidi per le protesi, i gioielli e i piercing. In caso contrario ho già deciso: denuncerò alla Procura della Repubblica e all'Unione europea il mancato utilizzo del mio prodotto". Così Rosario Muto, prova a lanciare l'allarme e fermare l'invasione di metalli dannosi per la salute. Muto è infatti l'inventore di un meccanismo che permette di

stabilizzare le leghe e dunque di impedire la inevitabile ossidazione della stragrande maggioranza dei materiali utilizzati dai dentisti e dagli orefici. Già perché l'oro e il platino – gli unici metalli che non si ossidano – sono troppo tenero il primo e troppo duro il secondo per poter essere utilizzati da soli e le leghe – con altri metalli ossidanti – sono inevitabili. "L'ossidazione – racconta Muto – avviene perché i metalli hanno una loro carica elettrochimica, un potenziale che nella lavorazione per la formazione della lega va tenuto sotto controllo. Le aziende che producono i metalli per le protesi dentarie cercano di stabilizzare il più possibile la lega, cosa che non accade nel settore orafo. Il risultato però è praticamente lo stesso, dal passaggio di stato solido-liquido-solido per fare la lega, non si ottiene mai il giusto rapporto di scambio di elettroni quindi si formano i così detti radicali liberi e quindi c'è ossidazione". I radicali liberi restano quindi nella lega e continuano il processo di ossidazione reagendo con il potenziale elettrico che naturalmente possiede il nostro corpo, con i risultati che conosciamo: formazione della placca – che è anche una delle cause delle malattie del cuore - afte, stomatiti, allergie, eczemi, arrossamenti, prurito, annerimenti della pelle, fino alle micro- lesioni – recentemente segnalate da studi del cnr – che in futuro potrebbero trasformarsi in tumori. Il prodotto creato da Rosario Muto funziona solo con i metalli preziosi e ha la capacità di portare a zero il potenziale elettrochimico e quindi di produrre una lega biocompatibile e inossidabile. "Consiste – racconta ancora Muto – in un gel da utilizzare durante la lavorazione dei metalli. Dunque non si tratta né di un

farmaco, né di un dispositivo medico, bensì di un meccanismo chimico destinato alle aziende che lavorano i metalli preziosi per l'attività dei dentisti e degli orefici". La scoperta di Muto è arrivata dopo sette anni di studi e sperimentazioni in laboratori italiani ed europei ed è stata chiamata ttsv gel, cioè Trattamento Termico sotto Strato Vetroso. Dopo aver ricevuto il brevetto nazionale e internazionale è sul mercato, viene distribuita in Italia e il altri 80 paesi. Ma adesso Muto si appella alla direttive dell'Unione europea che impone a tutti i settori produttivi il marchio dell'Unione e l'utilizzo di tutte le tecnologie a disposizione per la riduzione al minimo di ogni rischio riguardante il volume e la tossicità. Da qui la richiesta di far diventare il suo protocollo direttiva del Ministero della Sanità da cui fin ora non sono arrivate risposte. Nel frattempo continua indisturbata la diffusione, quasi totale sul mercato italiano, delle leghe che hanno per base il titanio e che continuano a danneggiare la salute di chi deve ricorrere ad ogni forma di protesi o oggetto metallico interno ed esterno. Raffaele Palumbo ~ Nella problematica quotidiana l'Odontoiatra si trova davanti a patologie del cavo orale che spesso dipendono da una scorretta protesizzazione dovuta a un progetto errato o da materiali impiegati; sono di comune riscontro fenomeni parodontali e paraprotesici quali flogosi del margine, distacco della giunzione epiteliale, approfondimento del solco con formazione di tasche e retrazione ossea ma anche semplici tatuaggi che sono legati alle caratteristiche del metallo usato. Le ricerche rivolte alla scoperta dell'Eziologia di queste lesioni ci hanno portato a considerare l'importanza di un potenziale elettrochimico causa del rilascio di ioni metallici dai manufatti protesici costruiti con leghe preziose che presentano ossidi nel loro contesto derivati dai tradizionali processi di lavorazione. Stimolati da questi problemi

e supportati da ricerche scientifiche di settore, è stato realizzato un prodotto che utilizzato secondo uno specifico protocollo, durante le fasi di lavorazione di un manufatto protesico in lega preziosa, elimina la presenza degli ossidi responsabili del rilascio di ioni. Gli ossidi sono il presupposto per i fenomeni di corrosione mediante il rilascio di ioni potenzialmente tossici e di fenomeni elettrogalvanici responsabili di elettrocorrosione. Da questa premessa possiamo quindi comprendere come la presenza degli ossidi sia sulla superficie metallica delle leghe ma anche nel loro interno, sia responsabile di microfessurazioni del reticolo cristallino dove i processi di corrosione possono attivarsi anche in profondità rendendo quindi la lega un supporto microporoso in grado di favorire la formazione di placca batterica responsabile della riduzione dei valori di PH favorendo così i processi di corrosione mediante gli ossidi presenti nel metallo Il trattamento con TTSV.GEL (Trattamento Termico sotto Strato Vetroso) Riduce a zero la presenza del potenziale elettrochimico, migliora le caratteristiche metallografiche delle leghe impiegate, aumentando la loro resistenza alla corrosione chimica, alla elettrocorrosione, eliminando l'elettrogalvanismo, aumentando la compattezza del reticolo cristallino migliorando la lucidabilità superficiale e quindi riducendo drasticamente la formazione di placca.

Rosario Muto, nato a Napoli il 06/09/1958 si è diplomato nel 1979 presso l'istituto Professionale "Casanova" di Napoli. Ha partecipato a numerosi corsi di aggiornamento avanzati, riguardo alla gnatologia, alla protesi su impianti e alla metallurgia. Ha frequentato master in metallo-ceramica, in Italia e all'estero. Collaboratore di numerose aziende nella progettazione e realizzazione di sistemi elettromedicali. E' iscritto nel "Ruolo Periti ed Esperti", fa parte dell' Albo Consulenti Tecnici dei Giudici Civili del Tribunale di Prato e del Collegio Periti Esperti e Consulenti Tecnici della Toscana. Inoltre è fondatore della A.I.P.O. (Associazione Italiana Periti Odontotecnici). Per maggiori Informazioni circa il brevetto e le innovative attività di Rosario Muto scrivere a odontotecnicanaturale

 

Fonte: GoodNews.wsQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Dopo l'uso del gel rimane uno spessore?

Non rimane alcun spessore, lo strato vetroso viene rimosso completamente con l'uso del Solvox.

Dove viene applicato il gel?

Viene applicato in quei punti del metallo dove non si vuole formazione di ossidi2

Su che tipi di metallo il gel inibisce la formazione di ossidi?

Su tutti i tipi di leghe nobili. non funziona sulle leghe di cobalto – cromo e di titanio

Modifica le caratteristiche metallografiche della lega?

Non altera in nessun modo le carattesistiche metallografiche, ma anzi ne migliora la stabilità reticolare e la resistenza alla corrosione

Dopo la ceramizzazione se il gel viene usato per togliere l'ossido all'interno di una corona, può causare problemi alla ceramica in prossimità del bordino?

Non viene provocato nessun tipo di problema alla ceramica che viene a contatto con il gel

end faq

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Modello di progettazione dello scheletrato
Modello di progettazione dello scheletrato
Il primo trattamento termico di bioinertizzazione dello scheletrato in lega nobile con il TTSVGEL
Il primo trattamento termico di bioinertizzazione dello scheletrato in lega nobile con il TTSVGEL
Il secondo trattamento termico di bioinertizzazione dello scheletrato in lega nobile con il TTSVGEL prima della lucidatura
Il secondo trattamento termico di bioinertizzazione dello scheletrato in lega nobile con il TTSVGEL prima della lucidatura
Protesi amovibile scheletrata in lega nobile reso bioinerte
Scheletrato in lega nobile reso bioinerte sul modello.
Protesi amovibile scheletrata in lega nobile reso bioinerte
Protesi amovibile scheletrata in lega nobile reso bioinerte
Protesi amovibile scheletrata in lega nobile reso bioinerte
Protesi amovibile scheletrata in lega nobile reso bioinerte

 


 


 

 

 


 

 


 

 

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Immagini

 

Immagini del trattamento con TTSV-GEL

 

Una struttura dopo il trattatamento con il ttsv-gel e dopo la cottura dell'opaco.


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Adesione della ceramica anche senza ossidi


Anche senza ossidi c'è una ottima aderenza del metallo con la ceramica.La frattura era stata creata con il martelletto dopo una cementazione provvisoria.

 


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Vantaggi estetici di ttsv-gel


Nonostante gli incisivi laterali sono con preparazioni sopragengivali e affiora il dente naturale, non si vedono righe nere dovute agli ossidi.

Si può notare come in corrispondenza dei margini di chiusura non si riscontra dissociazione ionica. Anche a distanza di tempo risulta invisibile il bordo con la corona in oro-ceramica.

 

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Clicca sull'immagine per ingrandire: una freccia evidenzia il dente con la corona in oro-ceramica

Sottocategorie

FAQ

Mentre la chimica è la scienza infinita che studia i fenomeni della materia, le loro trasformazioni permanenti, la biochimica, scienza dei fenomeni biologici, ne studia il rapporto e la loro convivenza.

Certo è che, fin dal lontano passato a oggi la ricerca ha sempre stimolato chi studia e sviluppa il nuovo, purtroppo però gli interessi di alcuni hanno sempre ostacolato e nascosto quei fenomeni negativi riguardo materiali o sostanze che non rispettano la biocompatibilità.

In questa pagina sono pubblicate relazioni a fronte di ricerche internazionali rivolte a situazioni e patologie dipendenti dall'uso di materiali come in questo caso i metalli o meglio dire le leghe metalliche per la realizzazione di: Dispositivi Medici - Chirurgici e tutti gli oggetti a noi cari come gioielleria ecc.

Il lungo elenco bibliografico mette in evidenza l'importanza del grave problema sentito a livello internazionale in particolar modo nel settore professionale.