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ODONTOIATRIA AL TRACOLLO! MA DI CHI E' LA COLPA?

Alberto Battistelli

Martedì 21 Giugno, sul "Corriere della Sera" a tutta pagina, con firma del giornalista Dario Di Vico, è uscito l'articolo il cui titolo vedete riportato nell'immagine qui a fianco (foto 1): "Dentisti, la paura del tracollo".

Per prima cosa mi tolgo subito un bel sasso dalle scarpe, con immensa soddisfazione! Uso anche una frase tipica di chi fa questo: "Ve l'avevo detto!".

Mi pare che il titolo dell'articolo che scrissi nel 2004 (foto 2) era più che esplicativo, ma quello dove ci sono le risposte più chiare è quello del Dental Labor n.1 2009, sul quale pubblicai una "lettera aperta ai dentisti italiani" (foto 3).

Forse dopo questa pubblicazione sul "Corriere della Sera" basata su dati dell'ANDI è bene ripetere e approfondire quanto avevo già scritto.

Di chi è la colpa? Della crisi? Certamente, ma solo in parte.

E' strano che un associazione come l'Andi, che ha i suoi uomini inseriti anche nelle istituzioni, pensi che non abbia responsabilità dirette e oggettive su quanto accade a livello politico-economico generale e ancor più nella politica di settore.

Faccio anche una parentesi sui dati forniti, perché non mi è chiaro il percorso statistico-scientifico con il quale si arriva ai numeri.

Se per caso il metro è quello usato per descrivere l'abusivismo, allora non è difficile capire che non ci siamo.

Quando si forniscono dei dati, il modo più preciso per dire cosa sta accadendo, dovrebbe essere la dichiarazione dei redditi, ma si sa che anche qui il virtuale ed il reale non sempre vanno d'accordo, allora si dovrebbe chiedere prima di tutto: "Quante partite IVA sono state chiuse tra i dentisti?".

Gli odontotecnici sono passati da circa 20.000 a 13.00 (Fonte studi di settore), con l'inglobamento anche di chi in realtà il laboratorio non ce l'ha più, e lavora come ambulante.

Questi sono dati oggettivi sulla crisi!

Ora la colpa del "tracollo", secondo questo articolo, sarebbe da attribuire alla Vitaldent, ecc... e alle società di capitali in generale ecc... L'abusivismo è stranamente finito ultimo! Nossignori! la maggior responsabilità (anche se non l'unica) è di tutta la corporazione odontoiatrica, che ha sempre fatto una politica egoista e non di settore.

Chi è al vertice del sistema, come lo sono i dentisti, non può sfuggire dalle responsabilità, soprattutto quando queste sono state poste loro davanti per molto tempo, dagli altri operatori nel comparto dentale.

Il CIO (Collegio Italiano Odontotecnici), ha dovuto provare a sopperire alle carenze di trasparenza del sistema, aprendo gli Sportelli al Cittadino, perché per primo ha capito che il problema era di vera e propria trasparenza e di garanzia sociale di tutto il sistema.

Stucchevoli furono le risposte in TV dei rappresentanti dei dentisti, quando si chiedevano loro i motivi delle fughe all'estero dei pazienti: "Le assistenti costano care! Gli odontotecnici Italiani costano cari!" La gente fa 2+2 e decide di andare dove tutto ciò costa meno, consapevole anche del fatto che molti dentisti Italiani, di fatto, non si fanno pagare la loro prestazione ma "ricaricano" su ciò che acquistano in maniera, a volte, indegna.

La verità è che la gente non si fida della maggior parte dei dentisti Italiani, e nemmeno le Unioni dei Consumatori, alcune delle quali hanno addirittura invitato i cittadini ad andare all'estero a causa del fatto che non ricevevano risposte di chiarimento dalle AAOO dei dentisti italiani.

Il CIO ha fatto un accordo con la Federconsumatori e altre sigle a livello locale, per aprire i laboratori alla gente e fare in modo che essa potesse capire meglio come spendere bene i propri soldi, dal dentista per la protesi.

I dentisti intelligenti hanno iniziato a capire che questo è il sistema per riavere la fiducia della gente.

L'esempio che feci molto tempo fa è quello della cucina aperta del ristorante e della esaltazione del cuoco, altro che nascondere l'odontotecnico dietro un numero!

Secondo l'articolo del "Corriere della Sera", il dott. Callioni, ex presidente ANDI, affermerebbe che la maggior sofferenza "psicologica", l'avrebbero i dentisti di 50 anni, che non sarebbero più in grado di adattarsi a tenori di vita più bassi "costretti a rinunciare al tenore di vita precedente...". Hai capito??

Non si potrà più girare con macchine da 100.000 euro!

Un vero problema! Vivere con l'affitto di qualche decina di appartamenti e la barca da ormeggiare, potrebbe trasformare il periodo per arrivare alla misera pensione, in un periodo di depressione, tale da dover chiedere un ricovero forzato in qualche residence alle Maldive!! L' affermazione sopracitata fa il pari con quella di un altro dirigente di associazione dentistica (che non nomino per non aumentarne la "fama") che in occasione degli amici di Brugg avrebbe manifestato l' intenzione di chiedere allo Stato Italiano il rimborso dei costi per l'Ecm..................silenzio!!!!!!!!!!!! non so perché... ma quando sento certe cose mi viene subito in mente una espressione tipica del grande Alberto Sordi ... "Questo me lo cacci fori!!!!!!!!!"

La colpa di tale tracollo sarebbe da attribuire alle società di capitali, al franchising, all'abusivismo, alla crisi, ecc... Balle!!!! La mancanza di trasparenza di vera fiducia e di vera corrispondenza tra prezzo pagato e qualità ricevuta è il vero cancro di questo sistema odontoiatrico italiano.

Chi lavora bene, con un rapporto serio e paritario con l'odontotecnico, ha investito su se stesso seriamente, sulla professionalità vera e non ha trasformato il suo studio in un negozio, ma ha mantenuto la serietà e la sobrietà di un vero studio medico, può guardare al futuro con più ottimismo, anche senza la Jaguar nel garage.

Chi collaborerà con il suo odontotecnico di fiducia e lo vedrà come valore aggiunto dello studio, anche nel reperimento clientela e nella fidelizzazione, farà un vero salto di qualità, legato ad una vera operazione trasparenza, senza la quale, questo settore non ha futuro.

Non a caso, gli odontoiatri Italiani che hanno avuto più successo nel mondo, sono quelli legati a grandi odontotecnici e non mi sembra che tra i dirigenti delle AAOO sindacali dentistiche ce ne siano molti.

Anche i dentisti, ormai abbagliati dal digitale (che eliminerebbe il costo del laboratorio) dovrebbero capire che continuando ad eliminare l'uomo, elimineranno se stessi, perché ciò che oggi sembra cancellare l'odontotecnico, ha già iniziato ad eliminare il dentista, così come lo conosciamo, e non vorrei che tra qualche anno, fossi costretto dagli eventi a scannerizzare anche questo articolo e a togliermi altri sassi dalle scarpe, sarebbe meglio sedersi tutti ad un tavolo per trovare serie soluzioni che possano migliorare lo stato di salute di tutti gli operatori del dentale.

Fonte: http://www.odontotecnicamadeinitaly.it

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Dal Dr. Lina Garcia

dentale-impiantoUn impianto dentale è una possibile soluzione per sostituire i denti mancanti o gravemente malati. E' composto da una radice artificiale che assomiglia ad una vite ed sostiene nella sommità, una corona dentale. Il trattamento prevede il posizionamento chirurgico dell'impianto nell'osso, dove è permesso di fondere le ossa in un processo chiamato "osteointegrazione". Una volta guarito, l'impianto agisce come un'ancora per la sostituzione di un dente artificiale, o corona. La corona è fatta in modo da unirsi con gli altri denti ed è fissata in modo permanente all'impianto.

Un tipico impianto dentale è in titanio puro e / o una lega di titanio. In realtà, le leghe di titanio sono ampiamente utilizzate in medicina e odontoiatria, per impianti dentali, pacemaker, stent, staffe ortodontiche e protesi ortopediche (ad esempio, per l'anca, la spalla, il ginocchio o il gomito). Al titanio sono riconosciute qualità di robustezza, ma molti lo considerano anche un materiale biocompatibile: si forma uno strato di ossido se esposto all'aria, e questo presumibilmente si traduce in corrosione ridotta e in una milgiore osteointegrazione.titanio-impianti

Allora perché si dovrebbe rifiutare l'impianto metallico standard in titanio? Il titanio non è biologicamente inerteImpianti in titanio rilasciano ioni metallici in bocca 24 ore al giorno, e questa esposizione cronica può provocare infiammazioni, allergie e malattie autoimmuni in soggetti predisposti. Si tratta di un materiale precursore di vari disturbi. Casi di intolleranza a impianti metallici sono stati segnalati nel corso degli anni, e la rimozione di questo materiale dentale ha portato ad una minore sensibilità ai metalli e un miglioramento a lungo termine sullo stato di salute nella maggior parte dei pazienti.

Il titanio ha il potenziale di indurre ipersensibilità e disfunzioni immunologiche. Uno studio ha esaminato 56 pazienti che hanno sviluppato gravi problemi di salute dopo aver ricevuto gli impianti dentali a base di titanio. Si sono riscontrati casi di problemi muscolari, articolari e dolore neuropatico, sindrome da affaticamento cronico, problemi neurologici, depressione e infiammazione della pelle. Rimozione degli impianti ha determinato un notevole miglioramento dei sintoi nei pazienti, così come una diminuzione in molti pazienti della sensibilità al titanio.

Ad esempio, un uomo di 54 anni con un impianto dentale in titanio e quattro viti in titanio nelle vertebre era così malato da essere costretto ad interrompere lattività lavorativa. Soffriva di sindrome da stanchezza cronica, deficit cognitivo, tremori simili a quelli causati dal Parkinson, e depressione grave. Sei mesi dopo la rimozione degli impianti e delle viti, fu in grado di tornare al lavoro. In un altro caso, una ragazza 14enne  ha sviluppato lesioni infiammatorie sul viso sei mesi dopo l'applicazione di staffe ortodontiche in titanio. La ragazza ha anche subito un crollo psicofisico, e la sua reattività al titanio è salita alle stelle. Entro nove mesi dalla sostitzione delle staffe con un materiale metal-free, le sue lesioni al viso era quasi completamente guarite, era sana e attiva, e la sua sensibilità al titanio era tornata ad un livello normale.

Gli impianti in titanio possono provocare il cancro. Un'altra complicazione legata all'uso del titanio è la potenziale capacità di indurre la proliferazione abnorme di cellule (neoplasia), che può portare allo sviluppo di tumori maligni e cancro. Raramente, si riscontrano complicazioni a seguito di interventi chirurgici ortopedici che prevedono l'impianto di hardware metallici. Inoltre, i ricercatori hanno recentemente scoperto il primo caso segnalato di un sarcoma associato ad un impianto dentale.

Come descritto nel numero di agosto del 2008 di JADA (The Journal of American Dental Association), un donna 38enne  ha sviluppato un cancro alle ossa undici mesi dopo aver applicato un impianto dentale in titanio. Per fortuna, la donna è stata trattata con successo con la chemioterapia, ma gli autori raccomandano ulteriori ricerche sui tumori causati potenzialmente da impianti dentali alla luce del crescente utilizzo che se ne fa e la capacità di durare per lunghi periodi di tempo.

La presenza di qualsiasi metallo in bocca pone le basi per una "tossicità galvanica", perché la bocca diventa paragonabile ad una batteria carica quando metalli vengono ad essere immersi nella stessa saliva. Ciò che serve per creare una batteria, d'altronde, è mettere due o più metalli diversi in un mezzo liquido che può condurre l'elettricità (cioè, un elettrolita). Impianti metallici, otturazioni, corone, parziali, e ortodonzia sono formati da metalli diversi, e la saliva in bocca fa da elettrolita. Una corrente elettrica chiamata corrente galvanica viene quindi generata dal trasporto di ioni metallici dalla protesi a base di metalli nella saliva. Questo fenomeno è chiamato "galvanismo orale", e significa, letteralmente, che la bocca si comporta come una batteria per auto di piccole dimensioni o un generatore elettrico in miniatura. Le correnti possono essere misurate con un amperometro!

Il galvanismo orale crea due preoccupazioni principali. In primo luogo, le correnti elettriche aumentano il tasso di corrosione (o dissoluzione) di restauri dentali a base metallica. Anche le leghe di metalli preziosi in continuo rilascio di ioni metallici in bocca a causa della corrosione, un processo che erode pezzi di metallo dalla superficie. Questi ioni reagiscono con gli altri componenti del corpo, portando a malattie di sensibilità, infiammazioni, e, infine, malattie autoimmuni. L'aumento della velocità della corrosione, di conseguenza, aumenta la probabilità di sviluppare reazioni immunologiche o tossiche per i metalli. In secondo luogo, alcuni individui sono molto sensibili a queste correnti elettriche interne. Metalli diversi in bocca possono causare dolore inspiegabile, scosse nervose, ulcerazioni, e infiammazioni, e molte persone possono anche sperimentare un gusto costante metallico o salato, o una sensazione di bruciore in bocca. Inoltre, vi è l'ipotesi che il galvanismo orale veicoli correnti elettriche nel tessuto cerebrale e possona interferire con la naturale corrente elettrica nel cervello.

Negli ultimi anni, gli impianti ad alta resistenza in ceramica sono diventati un'alternativa interessante per impianti in titanio, e qualche ricerca attuale si è concentrata su materiali come l'ossido di zirconio (il biossido di zirconio, un metallo vicino al titanio nella tavola periodica). Protesi metal-free in zirconia sono utilizzate in Europa e Sud America da anni, e solo recentemente si sono resi disponibili impianti in Zirconia negli Stati Uniti e sono considerati altamente biocompatibili per il corpo umano ed evidenziano un rilascio minimo di ioni rispetto agli impianti metallici. Studi hanno dimostrato che l'osteointegrazione di impianti in titanio e zirconio sono molto simili, e che le protesi in zirconia hanno un tasso di sopravvivenza comparabile, rendendoli un'ottima alternativa alle protesi in metallo. Inoltre, le ceramiche di zirconia sono stati utilizzate con successo nella chirurgia ortopedica per la produzione di teste a sfera per la sostituzione totale dell'anca.

Pertanto, considerato che gli impianti dentali in titanio possono indurre sensibilità ai metalli, infiammazioni, reazioni autoimmuni, e tumori maligni, mentre gli impianti in zirconia sono metal-free ma altrettanto resistenti, perché sottoporsi all'esposizione cronica di metalli? Il corpo trarrebbe sicuramente beneficio dalla scelta di materiali biocompatibili, impianti dentali in ceramica rispetto allo standard, impianto titanio.

La Dott. Lina Garcia, una dentista olistica da 25 anni, ha dedicato la sua pratica nell'utilizzo di materiali dentali che miglioreranno la salute e non faciliteranno malattie. Nella sua pratica, utilizza solo materiali di restauro metal-free, tra cui gli impianti in zirconia.

 

Riferimenti: 

 

 

 

 

 

 

 

References:

 

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Depprich R, Zipprich H, Ommerborn M, Mahn E, Lammers L, Handschel J, Naujoks C, Wiesmann H, Kubler NR, Meyer U. Osseointegration of zirconia implants: an SEM observation of the bone-implant interface. Head & Face Medicine 2008, 4:25.

 

Huggins, H. It's all in your head: the link between mercury amalgams and illness. 1993, Avery Publishing Group Inc., Garden City Park, New York.

 

Lambrich M, Iglhaut. Vergleich der Überlebensrate von Zirkondioxid- und Titanimplantaten. ("Comparison of the survival rates for zirconia and titanium implants.") Zeitschrift für Zahnärztliche Implantologie (Journal of Dental Implantology) 2008; 24(3).

 

McGuff HS, Jeim-Hall J, Holsinger FC, Jones AA, O'Dell DS, Hafemeister AC. Maxillary osteosarcoma associated with a dental implant. JADA 2008; 139:1052-59.

 

Muller KE, Valentine-Thon E. Hypersensitivity to titanium: Clinical and laboratory evidence. Neuro Endocrinol Lett. 2006; 27(Suppl1): 31–35.

 

Muris J, Feilzer AJ. Micro analysis of metals in dental restorations as part of a diagnostic approach in metal allergies. Neuro Endocrinol Lett. 2006; 27(Suppl 1): 49–52.

 

Stejskal VD, Hudecek R, Stejskal J, Sterzl I. Diagnosis and treatment of metal-induced side-effects. Neuro Endocrinol Lett 2006; 27 (Suppl 1): 7–16.

 

Stejskal J, Stejskal VD. The role of metals in autoimmunity and the link to neuroendocrinology. Neuro Endocrinol Lett. 1999; 20(6): 351–364.

 

Ziff S, Ziff MF. Dentistry without mercury. 1995 ed. Bio-Probe, Inc., Orlando, Florida.



Fonte: http://articles.mercola.com/sites/articles/archive/2009/08/08/Be-VERY-Careful-When-Replacing-Missing-Teeth.aspx

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Inchiesta del settimanale Focus su Nanotecnologie e Nanomateriali: utili ma anche rischiosi?

 

Quando si parla di Nanotecnologie non ci si riferisce ad un'unica scienza ma a numerose aree di studio scientifico in grado di trattare od ottenere materiali estremamente piccoli, dell'ordine di un miliardesimo di metro: i cosiddetti nanomateriali. 

 

Il pregio di questi maeriali risiede nella possibilità di ottenere dei risultati finora in altri modi non raggiungibili con i materiali disponibili.

 

Le aree coinvolte sono le più disparate:

tecnologie dei materiali, ambiente ed energie rinnovabili, elettronica, fisica, ingegneria meccanica, ma anche cosmesi, biologia, farmacologia e perfino il settore alimentare.

 

Se il risultato finale, ossia i vantaggi per la vita quotidiana, sono facili da capire, non è molto chiaro e non c'è sufficiente informazione circa i prodotti nei quali la nanotecnologia è già presente e quali siano i reali rischi per la salute e per l'ambiente.

La pericolosità dei nanomateriali è legata alle dimensioni piccolissime che incidono sulla controllabilità delle particellee e dei relativi effetti. Il rischio è che si attivino processi collaterali inaspettati, non prevedibili come accade per le vecchie tecnologie. L'indagine clinica è molto più difficoltosa. Oltre alle dimensioni, c'è anche il rilascio di energia cui queste microparticelle possono dare luogo che interferisce con le cellule, rischiando di causare varie patologie, compresi i tumori.

 

Il caso che qui ci interessa mettere in evidenza è quello delle protesi biocompatibili.

Si dice che le nanotecnologie consentano di ottenere protesi biocompatibili.

Il riferimento è all'utilizzo in odontoiatria della zirconia, un materiale ottenuto tramite un processo chimico che associa tra loro ossido di zirconio e ossidi di altri metalli come ittrio, torio, tantalio. Tali metalli non sono disponibili in natura puri e non hanno la possibilità di legarsi tra loro atomicamente, quindi si cerca di mettere in atto dei processi di purificazione e vengono addensati all'interno di un silicato gli ossidi dei metalli stessi.

Sui dubbi circa la biocompatibilità della zirconia si possono trovare numerose informazioni sui siti Ttsvgel.it e Odontotecnicanaturale.it

 



Copertina_Focus____________12_-_Luglio_2011_Inchiesta_Nanotecnologie Nanosospetti_pag._7 Nanosospetti_pag._94 Nanosospetti_pag._95 

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In questo lavoro viene descritto il risultato di prove con culture cellulari eseguite su campioni di lega dentale trattati e non trattati con il prodotto TTSV gel. In particolare, sono state eseguite prove di citotossicità con fibroblasti di topo L-929.

Sono, inoltre, riportati i risultati delle prove elettrochimiche ( curve di polarizzazione) effettuate

su campioni della stessa lega preparati in modo analogo.

 

Scarica il rapporto

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Settori:

Odontoiatrico ( Protesico sostitutivo, Implantologico, Ortodontico),

Cardio - chirurgico, Ortopedico, Orafo ecc.

Le leghe metalliche usate per la costruzione di Dispositivi Medici, sono state concepite allo scopo di non nuocere all'organismo, ma purtroppo pur essendo vicine a questo traguardo, non lo hanno ancora raggiunto, spesso per esigenze dettate dall'uso cui sono destinate.

Infatti per un puro e spontaneo comportamento chimico, queste sono altamente instabili ( tossiche).

La causa è dovuta naturalmente alla presenza di un potenziale elettrochimico, corrente per natura in tutti gli elementi metallici, infatti in un cristallo di un elemento metallico è presente un insieme di ioni a carica positiva disposti secondo un regolare reticolo e circondati da un certo numero di elettroni liberi a carica negativa che si muovono in tutto il reticolo cristallino

Questa corrente elettrica si accentua durante il passaggio di stato ( fusione) solidus-liquidus-solidus, successivamente in ogni caso è presente all'interno del manufatto, sviluppando sia in superficie che in profondità ossidi quali se non rimossi sono responsabili di diversi incovenienti tecnici lavorativi ed estetici, ma in particolare, sia la corrente che gli ossidi, in diretto contatto con l'organismo, possono esplicare azione tossica e patologie abbastanza gravi sia locali che generali.

Si possono facilmente ascrivere all'azione tossica locale fenomeni come: sanguinamento delle gengive, tatuaggi gengivali, afte, stomatiti, arrossamento della lingua, alterazioni del gusto, iperplasie gengivali associate a parodontiti croniche responsabili di riassorbimento osseo ed eccesiva produzione di placca, dovuta a ben 41 tipi di batteri diversi alcuni dei quali sono ritenuti responsabil di malattie cardiache e sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto miocardico. Gli effetti sistemici invece possono manifestarsi in varie parti del corpo con allergie, eczemi, disturbi oftalmici, disturbi neurologici, patologie gastroenteriche, riniti, faringiti, acufeni e via dicendo

Durante la lavorazione delle leghe, nel passaggio di stato, cioè durante la fusione per ottenere l'oggetto desiderato, premodellato in cera, la lega subisce alterazioni del reticolo cristallino rilasciando elettroni liberi, per questo motivo la lega si trova in uno stato di agitazione magnetica, cioè presenta un potenziale elettrochimico di una certa intensità che dà alla lega un alto grado di instabilità favorendo la formazione di ossidi.

Solo le leghe a base aurea sono quelle che attrverso un preciso trattamento termico sotto strato vetroso, possono essere stabilizzate eliminando il potenziale elettrochimico e di conseguenza la formazione degli ossidi.

Ricerche universitarie, hanno dimostrato mediante misurazioni del potenziale elettrochimico che il flusso di ioni che si genera tra metallo e tessuto organico, produce una differenza di potenziale, la cui minima presenza può considerarsi patologica.

La formazione di ossidi metallici delle leghe è responsabile della reazione di ionizzazione dei metalli verso i tessuti.

La risposta a queste problematiche è un prodotto che impiegato in laboratorio con uno specifico protocollo d'uso durante la lavorazione delle leghe, riduce a zero la presenza elettrochimica e di conseguenza impedisce la produzione di quegli OSSIDI responsabili di tutte quelle patologie che abbiamo elencato. Questo trattamento incide solo in piccola percentuale sul costo finale al paziente, ma garantisce che la sua protesi non procuri danni alla sua salute ma solo MIGLIORAMENTO E SODDISFAZIONE.

E' per questo che tutti coloro che soffrono di tali problematiche, e non solo questi, dovranno richiedere, a tutela della propria salute, solamente leghe preziose che non presentino nè possano produrre ossidi a contatto con i tessuti dell'organismo, mediante una dichiarazione ove si dichiari l'innoquità delle leghe utilizzate e che le stesse siano state trattate trattate secondo un preciso protocollo di stabilizzazione termica con il TTSV.GEL

Da alcuni anni la Comunità Europea attraverso la direttiva 93/42 chiede obbligatoriamente ai produttori il rilascio al consumatore il certificato di conformità, nel quale sia dichiarata l'innocuità da danni volumetrici e tossici.

Adesso la possibilità esiste ed è giusto che venga assolutamente pretesa.

Le ricerche eseguite in centri a livello europeo, su provini di diverse leghe auree sottoposte a trattamento termico sotto strato vetroso mediante un preciso protocollo di utilizzo, conprovano l'efficacia del prodotto.

Infatti le leghe così trattate dimostrano un'alto grado di resistenza alla corrosione, e all'ossidazione, avendo ridotto a zero il potenziale elettrochimico, di conseguenza anche l'elettrogalvanismo.

Questo trattamento specifico è un prodotto esclusivamente destinato agli operatori specializzati nella lavorazione o trasformazione delle leghe preziose.

Voglio ricordare che il titanio che viene comunemente usato si presenta sotto forma di leghe con altri metalli che presentano anch'esse un alto potenziale elettrochimico i cui valori sono scarsamente controllabili in ambiente ad alto livello di tecnologia, figuriamoci dai piccoli artigiani.

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L'utilizzo in odontoiatria di materiali non biocompatibili è la causa scatenante di patologie lamentate sempre più spesso da molti pazienti e problematiche tecniche professionali a carico di chi, per lavoro, è a contatto con tali materiali.

Il potenziale elettrochimico legato agli ossidi esistenti in tutte le leghe metalliche è responsabile del rilascio di ioni (i cosiddetti radicali liberi) causa di varie patologie e reazioni da parte dell'organismo (vedi la riduzione delle difese immunitarie), oltre che di problematiche estetiche.

Il problema, ad esempio, delle allergie, in particolare quelle ai metalli, in questi anni ha assunto una sempre maggiore gravità. Spesso ci si chiede come mai si è allergici e perché le difese del nostro organismo sono indebolite di fronte alle aggressioni esterne, ma non si trova una risposta. La risposta potrebbe risiedere proprio nella tossicità dei metalli.

L'accumularsi dei reclami presentati dalle varie associazioni a difesa del Consumatore e dagli stessi privati cittadini nei confronti dei settori Orafo, Odontoiatrico (protesico, ortodontico, implantologico) Cardiologico, Ortopedico, etc. responsabili di una serie di manifestazioni allergeniche e di intolleranze può già costituire di per sé una chiara spiegazione.

Le leghe metalliche usate per la costruzione delle protesi dentarie mobili, ma soprattutto fisse, sono state concepite allo scopo di non nuocere all'organismo, ma purtroppo pur essendo vicine a questo traguardo, non lo hanno ancora raggiunto, spesso per esigenze dettate dall'uso cui sono destinate.

L'oro e il platino - gli unici metalli che non si ossidano - sono troppo tenero il primo e troppo duro il secondo per poter essere utilizzati da soli per cui si rende necessario ricorrere inevitabilmente a leghe con altri metalli ossidanti.

Insieme all'Oro, base di queste leghe, sono associati altri componenti metallici come il Palladio, l'Indio, l'Iridio, il Gallio, l'Argento ed anche il Rame, che durante i processi di fusione della lega e di preparazione del manufatto protesico, sviluppano sia in superficie che in profondità OSSIDI che a contatto con la saliva e i tessuti parodontali (quelli che circondano i denti) rilasciano IONI metallici che possono esplicare azione tossica sia localmente che in tutto l'organismo.

Nei casi più gravi si ha l'insorgere di leucemie, sclerosi multiple, lesioni tumorali, infiammazioni generali e locali, distruzione della mielasi (primo processo digestivo in cavità orale), degenerazione cellulare etc.

L'ossidazione è un processo legato alla carica elettrochimica di cui sono dotati i metalli, un potenziale che nella lavorazione per la formazione della lega va tenuto sotto controllo.

Le aziende che producono i metalli per le protesi dentarie cercano di stabilizzare il più possibile la lega, cosa che non accade nel settore orafo. Il risultato però è praticamente lo stesso, dal passaggio di stato solido-liquido-solido per realizzare la lega, non si ottiene mai il giusto rapporto di scambio di elettroni, quindi c'è ossidazione.

Si possono facilmente ascrivere all'azione tossica locale fenomeni come:

-  sanguinamento delle gengive

- tatuaggi gengivali

- afte

- stomatiti

- arrossamento della lingua

- alterazioni del gusto

- iperplasie gengivali associate a

- parodontiti croniche

- riassorbimento osseo

- eccessiva produzione di placca (dovuta a ben 41 tipi di batteri persi alcuni dei quali sono ritenuti responsabil di malattie cardiache e sono stati isolati talvolta anche in sede di infarto miocardico)

Gli effetti sistemici invece possono manifestarsi in varie parti del corpo con

- allergie

- eczemi

- disturbi oftalmici

- disturbi neurologici

- patologie gastroenteriche

- riniti

- faringiti

- acufeni

e via dicendo, soprattutto a contatto con oggetti di provenienza dall'industria orafa, come anelli, orecchini, collane, monili per il Piercing, adesso così di moda.

Che cosa è che rende instabile una lega preziosa a base aurea e non, o a base di titanio o altri componenti non preziosi ?

Qual è la causa che induce il rilascio degli ioni metallici nell'organismo ?

Il potenziale elettrochimico è una carica elettrica presente in tutti gli elementi metallici e non.

Nel cristallo di un elemento metallico è presente un insieme di ioni a carica positiva disposti secondo un regolare reticolo e circondati da un certo numero di elettroni liberi a carica negativa che si muovono in tutto il reticolo cristallino.

Durante la lavorazione, nel passaggio di stato, cioè durante la fusione necessaria per ottenere l'oggetto desiderato, premodellato in cera, la lega subisce alterazioni del reticolo cristallino rilasciando elettroni liberi. Per questo motivo la lega si trova in uno stato di "agitazione" magnetica, cioè presenta un potenziale elettrochimico di una certa intensità che conferisce alla lega stessa un alto grado di instabilità, favorendo la formazione di ossidi.

Ricerche universitarie hanno dimostrato, mediante misurazioni del potenziale elettrochimico, che il flusso di ioni che si genera tra metallo e tessuto organico, produce una differenza di potenziale, la cui minima presenza può considerarsi patologica.

La formazione di ossidi metallici delle leghe è responsabile della reazione di ionizzazione dei metalli verso i tessuti.

Per le protesi, gli interessi commerciali impongono sul mercato mondiale l'uso delle leghe al titanio perché, oltre ai costi molto bassi del metallo, c'è la necessità di rinnovo di tutto il parco attrezzature per la nuova tecnologia, in ogni caso la salute pubblica non è di interesse primario. Il titanio dunque è il materiale oggi comunemente usato e si presenta sotto forma di leghe con altri metalli che presentano anch'esse un alto potenziale elettrochimico i cui valori sono scarsamente controllabili, persino in ambiente ad alto livello di tecnologia. Utilizzato oltre che per le protesi, anche per altri oggetti come gioielli, il titanio, nonostante il pregio di avere costi bassi, forma delle leghe di bassa qualità, altamente ossidanti e non garantisce quindi la perfetta biocompatibilità.

Il materiale proposto di recente in alternativa al titanio è lo zirconio, o meglio gli ossidi di zirconio (o zirconia), che però è un materiale altamente radioattivo (è molto utilizzato in ricerche ed applicazioni nel settore nucleare e militare) e che, in presenza di elementi metallici, ha un'alta capacità di attivare processi elettrogalvanici, oltre a creare altre situazioni degenerative patologiche.

Proprio per le particolari caratteristiche gli ossidi di Zirconio hanno un'alta capacità di sintesi, un contenuto elettrodinamico molto attivo per cui, in presenza elettrolitica organica, oltre a variarne le proprie caratteristiche, possono generare una dissociazione dei propri elementi impuri sotto forma di sali ionici (definiti radicali liberi), possono causare alterazioni biogenetiche, reazioni autoimmuni, etc.

La potenzialità elettrodinamica degli ossidi di zirconio in vicinanza di altri oggetti o dispositivi protesici metallici (otturazioni e protesi ) può attivare l'elettrodinamicità di quest'ultimi con la conseguente dissociazione ionica.

La maggior parte di queste leghe, provengono da paesi che forniscono metallo con caratteristiche radioattive e non si può garantire che esso non venga immesso sul mercato attraverso canali paralleli.

La soluzione a tali problemi è il TTSV.GEL, un prodotto per la stabilizzazione delle leghe a base aurea, in grado di eliminarne il potenziale elettrochimico e di conseguenza la formazione degli ossidi. Il trattamento è coperto da brevetto internazionale, con relativo protocollo d'uso, è stato testato e riconosciuto da ricerche a livello universitario ed è capace di ridurre verso lo zero i problemi legati agli ossidi.

Si tratta dell'unico sistema in grado di inertizzare e rendere biocompatibili i dispositivi protesici in lega preziosa e di conseguenza prevenire una serie di patologie a noi tutti note. È un trattamento che incide solo in piccola percentuale sul costo finale per il paziente, ma che garantisce un intervento protesico che non procuri danni di tale tipo alla salute.

Si tratta di un'idea semplicissima, un gel ricavato da sostanze naturali da applicare secondo una certa metodica sui metalli e che promette di avere una serie molto lunga di possibili applicazioni, nel settore della salute (ad esempio ortopedia), ma anche quello dei gioielli e non solo.

Questo trattamento incide solo in piccola percentuale sul costo finale al paziente, ma garantisce che la sua protesi dentaria non procuri danni alla sua salute ma solo MIGLIORAMENTO E SODDISFAZIONE.

E' per questo che tutti coloro che soffrono di tali problematiche, e non solo questi, dovranno richiedere, a tutela della propria salute, solamente leghe preziose che non presentino, nè possano produrre, ossidi a contatto con i tessuti dell'organismo.

Da alcuni anni la Comunità Europea attraverso la direttiva 93/42 chiede obbligatoriamente ai produttori il rilascio al consumatore il certificato di conformità, nel quale sia dichiarata l'innocuità da danni volumetrici e tossici.

Adesso la possibilità esiste ed è giusto che venga assolutamente pretesa.

Le ricerche eseguite in centri a livello europeo, su provini di leghe auree sottoposte a trattamento termico sotto strato vetroso mediante un preciso protocollo di utilizzo, comprovano l'efficacia del prodotto.

Infatti le leghe così trattate dimostrano un alto grado di resistenza alla corrosione, e all'ossidazione, avendo ridotto a zero il potenziale elettrochimico, di conseguenza anche l'elettrogalvanismo.

Sono stati condotti tests che comprovano l'ottimo legame tra metallo e ceramica e quello tra metallo e resina.

RIFERIMENTI SCIENTIFICI

L'efficacia del TTSVGEL è stata riconosciuta da:

- La Sapienza Università degli Studi di Roma, Prof. Luigi Campanella

Ordinario di Chimica dell'Ambiente e Beni Culturali

- European Commission, Joint Research Centre (JRC)

- Institute for Health and Consumer Protection (IHCP) ISPRA (VA) Ing. Luigi Paracchini

La grave e persistente problematica legata alla corrosione delle leghe di uso sanitario è stata oggetto di non poche discussioni e ricerche continue a livello internazionale, affrontata e pubblicata dal ICFAM-CNR 

e da illustri ricercatori come:

Il Dr. MED. MARKUS GREWE Specialista in Dermatologia presso la Heinrich-Heine University Dusseldorf - Department of Dermatology - Moorenstraße 5 D-40225 Dü

ISTITUTO NAZIONALE PER LO STUDIO E LA CURA DEI TUMORI CENTRO EUROPEO DI MILANO

Il Dr. Fausto Chiesa. Assistente divisione di Oncologia Clinica Cervico-Facciale.

Prof. Dr. Adolfo Panfili - Specialista in: Chinesiologia, Riabilitazione Cranio Posturale - Neuro Fisiologia Posturale, Biotecnologie dei materiali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia nel dipartimento delle Scienze Biomediche dell'Università di Roma, e altri ancora a livello internazionale ( e pile di documentazione inerente alle varie patologie legate alla tossicità delle leghe in ambito sanitario).

In relazione alla tossicità delle leghe metalliche preziose per uso odontoiatrico ed orafo, è stato richiesto al Consiglio Superiore della Sanità un parere tecnico, e al Ministro della Sanità un Provvedimento legislativo, e per conoscenza è stata inviata nota informativa all'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e A.N.D.I. Sede Centrale Roma, Associazione per la promozione e la tutela della salute, a tutte la Associazioni a difesa del Consumatore, e alla Commissione Europea, Difensore Civico Nazionale.

Questo trattamento specifico è un prodotto esclusivamente destinato agli operatori specializzati nella lavorazione o trasformazione delle leghe preziose. I cittadini che però si trovino nella situazione di aver bisogno, per vari motivi, di protesi o altri oggetti a base metallica ha tutto il diritto di esigere, a tutela della propria salute, che ciò avvenga nella massima sicurezza.

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FAQ

Mentre la chimica è la scienza infinita che studia i fenomeni della materia, le loro trasformazioni permanenti, la biochimica, scienza dei fenomeni biologici, ne studia il rapporto e la loro convivenza.

Certo è che, fin dal lontano passato a oggi la ricerca ha sempre stimolato chi studia e sviluppa il nuovo, purtroppo però gli interessi di alcuni hanno sempre ostacolato e nascosto quei fenomeni negativi riguardo materiali o sostanze che non rispettano la biocompatibilità.

In questa pagina sono pubblicate relazioni a fronte di ricerche internazionali rivolte a situazioni e patologie dipendenti dall'uso di materiali come in questo caso i metalli o meglio dire le leghe metalliche per la realizzazione di: Dispositivi Medici - Chirurgici e tutti gli oggetti a noi cari come gioielleria ecc.

Il lungo elenco bibliografico mette in evidenza l'importanza del grave problema sentito a livello internazionale in particolar modo nel settore professionale.