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Fonte: http://www.bioblog.it/2006/04/26/biomateriale/2006154

Biomateriale

biomateriale protesi dispositivi

Il biomateriale, come dice la parola stessa, è un materiale progettato per un uso prolungato a contatto diretto con i mezzi biologici e che deve quindi minimizzare le possibili reazioni avverse da parte dell’organismo vivente.

É possibile distinguere i biomateriale in 3 gruppi: il primo in base agli effetti che l’organismo induce sul materiale estraneo (biostabili e biodegradabili), il secondo in base all’interfaccia materiale tessuto (bioinerti, biotossici, bioriassorbibili e bioattivi) e il terzo in base alla composizione chimica (polimeri, ceramiche, metalli e compositi ad esempio tessuti fibrorinforzati).

Un materiale si dice biostabile quando non viene alterato dai fluidi biologici, viceversa si dice biodegradabile quando subisce una trasformazione chimica che ne altera o modifica le proprietà.

Bioinerte è un materiale che non induce il tessuto ad interagire con esso, ma non da vita nemmeno a fenomeni di intolleranza.

Biotossico è un materiale che provoca una reazione negativa da parte dell’organismo. Questo fenomeno può rendere necessaria la rimozione del manufatto dal paziente.

Bioriassorbibile è un materiale che una volta al’interno del paziente subisce una lenta, ma progressiva degradazione la cui cinetica viene calcolata e studiata in base al tipo di struttura che si vuole ottenere.

Bioattivo è un materiale che induce l’organismo ad interagire con l’impianto in maniera positiva, senza che i due sistemi si danneggino vicendevolmente.

Biocompatibilità è la proprietà di un biomateriale di non provocare reazioni dannose nel sistema vivente con cui entra in contatto. Più precisamente si può definire come la capacità di un materiale di determinare, da parte del paziente, una reazione il più possibile favorele.

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importanza_della_prevenzioneLa scelta di offrire spazio su una rivista di artigiani odontotecnici che fa capo alla Confartigianato di Cuneo per pubblicizzare uno studio dentistico e proporre una convenzione è, a mio avviso, sconcertate, soprattutto se si considera che la nostra categoria è oggi umiliata su tutti i fronti.

Sarebbe opportuno che a quello studio dentistico si chiedesse almeno l'iscrizione all'associazione, e per gli odontotecnici rivolgersi ad altre associazioni sindacali.

Tutto ciò non è per far polemica ma e realtà.

Come categoria abbiamo il problema di listini bassisimi,la nostra tariffa oraria media è inferiore a quella di una colf.

A ciò si aggiunge il rischio di nuove malattie professionali dovute alla lavorazione di materie prime altamente tossiche. Fra queste lo zirconio, che contiene al proprio interno ossidi metallici simili a quelli utilizzati nei liquidi di contrasto delle tac e altamente radioattivi, ma nessuno ne parla.

Un altro problema è la mancanza di figure che sappiano fare gruppo.

La mancanza di un gruppo d'aquisto per le principali materie prime, che offrano la possibilità di diminuire i costi di gestione.

Occorre inoltre fare chiarezza sulle responsabilità, in quanto nonostante i costruttori di manufatti protesici possano creare danni biologici ai pazienti, i responsabili davanti alla legge, per quanto se ne dica, siamo noi odontotecnici. Ci sono già state delle sentenze giudiziarie a nostro sfavore, ma nessuno ne parla.

E la nosta associazione pensa bene di fare pubblicità ai liberi professionisti. Vi sembra giusto tutto ciò? Andiamo avanti così ma non lamentiamoci se in un futuro prossimo

subiremo dei danni.

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METALLI TOSSICIUN APPROCCIO PREVENTIVO ALLA SALUTE
UNA PROTESI BIOINERTE SOLIDALE -

La rivoluzione industriale, l’egoismo, l’ignoranza professionale sostituisce ai processi ciclici che caratterizzano tutti i fenomeni biologici, singole catene lineari unidirezionali, costituite da produzione-consumi-rifiuti. Così, insieme al rapido impoverimento delle risorse, si determina una parallela disseminazione di scorie incompatibili con le esigenze omeodinamiche degli esseri viventi.
Da una trentina di anni la ricerca scientifica riporta costantemente segnali di tossicità ambientale che interessano e minacciano la vita sul Pianeta, quali la diminuzione nel numero e nella varietà delle specie vegetali ed animali e la diffusione di malattie cronico degenerative nella società globalizzata. Il livello di tossicità che caratterizza ogni aspetto della nostra vita quotidiana supera sistematicamente i limiti analitici delle più sofisticate tecnologie a nostra disposizione per tre ragioni elementari:
1) la mancata certificazione dei nuovi prodotti chimici che ogni giorno vengono immessi nel mercato relativamente ai rischi connessi alla loro distribuzione,
2) la incapacità di valutare il potere detossicante del singolo individuo, nei confronti di specifiche tossine;
3) la impossibilità di valutare nel tempo la sommatoria biologica dell’azione esercitata dalle diverse sostanze tossiche.La banca dati del Chemical Abstract Service (CAS REGISTRY) contiene attualmente il nome commerciale di oltre 56.000.000 di nuove sostanze prodotte dall’industria, organiche ed inorganiche. 
Il CAS Registry è aggiornato quotidianamente e ogni giorno sono aggiunte, in media, 12.000 nuove sostanze!
Siamo, dunque, tutti quanti preda di una aggressione xenobiotica, incontrollata e incontrollabile, che non risparmia nessuno e non perde un attimo della nostra quotidianità, eludendo l’attenzione dei meno attenti con le arti di una informazione troppo spesso mascherata e bugiarda.L’inquinamento ambientale, la tossicità alimentare e quella relativa ai farmaci di sintesi che caratterizzano la attuale Società Globalizzata sono in larga parte caratterizzati dalla presenza di Metalli Tossici (MT).I MT comprendono:
1. Metalli “comunque tossici”: non partecipano ad alcuna attività biologica e l’organismo non possiede alcun meccanismo omeostatico che ne regoli l’assorbimento, il deposito e l’eliminazione.
I più comuni comprendono: mercurio, piombo, arsenico, cadmio, antimonio, nickel, alluminio, rubidio, stagno, uranio, torio, bario, bismuto, cesio, gallio, niobio, platino, tungsteno, titanio, tallio, gadolinio.2. Metalli funzionali, che manifestano attività tossica in relazione a concentrazioni non fisiologiche, o per via della somministrazione, o forma chimica del composto metallico assorbito.
Tra questi ricordiamo, ad esempio, il ferro (anemia ferro priva e iperferritinemia), lo iodio (gozzo tiroideo), il calcio (osteoporosi), lo zinco (ridotta funzione immunitaria).I MT penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso amalgame dentali al mercurio, vaccini contenenti mercurio e alluminio, protesi ed impianti endo-ossei, farmaci, prodotti cosmetici, alimenti, bevande, aria atmosferica, materiali di contatto, ambienti di lavoro, abiti e trasporti.La ricerca tossicologica ha recentemente dimostrato l'estrema pericolosità della esposizione cronica a bassi dosaggi, perché essi si accumulano lentamente all’interno dei nostri tessuti, non partecipano ad alcuna attività funzionale biologica e la loro azione consiste nel bloccare l'attività di numerosi complessi enzimatici, con effetto cumulativo e di reciproco rinforzo nel tempo. In particolare, i metalli tossici inducono stress ossidativo, inibiscono gli enzimi e le molecole che assicurano l’attività antiossidante, bloccando i gruppi sulfidrilici (glutatione, metallotioneine, cisteina, acido alfa-lipoico), alterano la omeostasi ionica (calcio, sodio, potassio), la funzione mitocondriale, interferendo in modo selettivo con il ciclo di Krebs e con il circuito della metilazione-sulfossidazione.Occorre ricordare che da quest’ultimo circuito dipende la sintesi della creatina( per i processi di trasporto dell’energia), dei neuro mediatori, della melatonina, il blocco della istamina (reazioni allergiche), la modulazione del DNA(sintesi proteica), la sintesi della mielina( conduzione dell’impulso nervoso) ed infine la sintesi della cisteina e del glutatione(attività detossificante ed antiossidante).
In altre parole, i MT entrano nella “cassaforte” del nostro metabolismo e lo alterano profondamente, per cui la formulazione di intervalli di sicurezza è comunque sempre puramente convenzionale!
Nel cervello, fegato, rene, sistema immunitario, ossa, polmoni, i MT creano reazioni localizzate di tipo infiammatorio e reazioni generalizzate, con genesi tossica e/o immunitaria, che ci predispongono ad una lunga serie di disturbi e di malattie: stress ossidativo, insulino-resistenza, ipertensione, aritmie ventricolari, bronchiti e polmoniti, asma, calcolosi, nefropatie, anemia, diarrea, affezioni infiammatorie croniche dell’intestino, ulcera duodenale, epatite, sensibilità chimica multipla, sindrome della fatica cronica, cefalea, disturbi dell’umore e del comportamento, psicosi, autismo e disturbi dello sviluppo, dipendenze, sclerosi a placche, parestesie, paralisi, deficit motori, Alzheimer, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Parkinson, ototossicità, rinite cronica, dermatite da contatto, cancro.
L’assorbimento dei MT a livello gastrointestinale ed a livello polmonare varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza (elementare o ionico) del metallo. 
Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli secondo cinetiche dipendenti da: diffusibilità, forma di legame, velocità di bio-trasformazione e disponibilità di ligandi intracellulari. 
Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella biliare-intestinale. 
In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli.
Alcuni organi (ossa, cervello, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e cronicamente per anni etc.etc.
ATTENZIONE:
Ritornando all’oggetto del titolo, parlando di protesi dentale, è possibile usufruire di protesi amovibili con i ganci, di tipo scheletrica, leggere, comode e altamente sicure in lega nobile BioCompatibili, BioInerti a costo solidale compreso i denti, confezionate pronte alla consegna dai €. 700,00 a una più complessa €. 1200,00, cosa che di solito sul mercato vanno dai €. 2500,00 ai €. 4500,00
Mentre normalmente questo tipo di protesi è realizzato con lega al cromo cobalto e con l’aggiunto di nichel, oppure in lega al titanio o materiali elastici (materiali altamente tossici).
Rosario Muto

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Una ricerca del Road Research Centre del Belgio getta ombre sull'utilizzo di biossido di titanio (TiO2) quale catalizzatore per ripulire l'aria dalle particelle inquinanti.

Il biossido di titanio viene utilizzato steso come pellicola su molti materiali e prodotti usati in edilizia e nella costruzione di strade. Per esempio, le lastre di porfido dei marciapiedi e delle zone pedonali, sono spesso trattate con questa sostanza, che agisce da catalizzatore per le particelle inquinanti presenti nell'aria. In pratica, si comporta da filtro, attirando e catturando queste sostanze inquinanti.

La domanda che si sono posti i ricercatori belgi è se gli eventi atmosferici, in particolare le pioggie a cui sono ovviamente esposti marciapiedi, piazze e superfici pubbliche in genere, possano eventualmente comportare la perdita della forza catalizzatrice del TiO2, e quindi il rilascio degli inquinanti nell'ambiente circostante. In tal caso, potrebbero esserci impatto negativi per la salute dei cittadini?

L'istituto ha quindi preparato un test, che ha riguardato le corsie di parcheggio ad Anversa, in Belgio, la cui pavimentazione era stata, appunto, trattata con questa sostanza.

Il TiO2 utilizzato per ricoprire le superfici di cemento del parcheggio ha una dimensione di 15 nanometri. Al fine di aumentare l'effetto fotocatalitico viene fatto un impasto in cui il TiO2 si unisce a molecole di dimensioni maggiori. Questo processo di agglomerazione è molto importante per l'efficienza prodotti fotocatalitici. Il risultato è una molecola più grande, con una dimensione di 1,5 micron, che forma una spugna con molte cavità interne. Queste cavità occupano complessivamente una superficie notevole – 225 metri quadri per ogni grammo di TiO2 - in cui le sostanze inquinanti disperse nell'aria sono trasportate e decomposte.

Studi eseguiti negi Stati Uniti hanno segnalato che agglomerati di TiO2 di 700 nm di dimensioni possono finire nei polmoni, causando problemi di salute. Tuttavia, il procedimento di miscelazione usato in Belgio dà origine a molecole due volte più grandi, che secondo i responsabili del progetto non dovrebbero dare problemi di inalazione.

"Il TiO2 è uno dei prodotti utilizzati nei processi industriali ad acqua pulita. Il nostro focus è sul prodotto la decomposizione di sostanze inquinanti disperse nell'aria e il TiO2 con le particelle inquinanti che cattura, rimane in uno stato di legame con la matrice cementizi".

Ma gli agenti atmosferici potrebbero eventualmente rompere questo legame e liberare il TiO2, e soprattutto gli inquinanti catturati? Valutare la tossicità del TiO2 non è un compito facile. Il Dr. Anil Kumar Suresh e i suoi colleghi dell'Oak Ridge National Laboratory negli Stati Uniti, hanno studiato la tossicità delle diverse sostanze - come Ag, ZnO, CeO2 – con cui il TiO2 si lega.

"La tossicità di queste nanoparticelle dipende da tanti fattori. Per esempio, che tipo di sostanze chimiche sono state utilizzate nella produzione, cosa c'è sulla superficie delle nanoparticelle. Ogni particella è diversa. Ci sono molti modi per fare le nanoparticelle, ed ogni società di produzione ha una sua modalità di produzione". La maggior parte delle nanoparticelle di TiO2 che sono state studiate sono tossiche in una certa misura, ad eccezione di quelle prodotte con l'aiuto di batteri o funghi che rendono le particelle inerti. Al momento, le nanoparticelle sono prodotte da processi chimici.

È stato riportato che le radiazioni - anche quelle provenienti dal Sole - possono aumentare la tossicità delle nanoparticelle di TiO2 da 20 a 40 volte.

Le aziende spesso non forniscono informazioni circa la tossicità e la natura delle nanoparticelle che utilizzano nei loro prodotti. Non si conosce molto circa le modalità di trasporto di queste particelle e come si trasformano nell'ambiente. È quindi difficile prevedere cosa potrebbe succedere in caso di rilascio e, quindi, di un aumento della concentrazione nell'atmosfera.

"Chi lavora per queste industrie, che producono tonnellate e tonnellate di nanoparticelle di TiO2, dovrebbe pensarci due volte ", è il consiglio dei ricercatori. Oltre che per la produzione di blocchi di pavimentazione, i materiali contenenti TiO2 sono utilizzate anche per altre applicazioni come facciate, moquette del pavimento, pareti e soffitti, automobili, autobus e treni.

 

Fonte: http://www.greencity.it/news/3145/biossido-di-titanio-possibile-minaccia-per-la-nostra-salute-.html

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FAQ

Mentre la chimica è la scienza infinita che studia i fenomeni della materia, le loro trasformazioni permanenti, la biochimica, scienza dei fenomeni biologici, ne studia il rapporto e la loro convivenza.

Certo è che, fin dal lontano passato a oggi la ricerca ha sempre stimolato chi studia e sviluppa il nuovo, purtroppo però gli interessi di alcuni hanno sempre ostacolato e nascosto quei fenomeni negativi riguardo materiali o sostanze che non rispettano la biocompatibilità.

In questa pagina sono pubblicate relazioni a fronte di ricerche internazionali rivolte a situazioni e patologie dipendenti dall'uso di materiali come in questo caso i metalli o meglio dire le leghe metalliche per la realizzazione di: Dispositivi Medici - Chirurgici e tutti gli oggetti a noi cari come gioielleria ecc.

Il lungo elenco bibliografico mette in evidenza l'importanza del grave problema sentito a livello internazionale in particolar modo nel settore professionale.